App o Web app, that is the question

A partire dal febbraio 2011 Apple ha iniziato a cambiare le regole del gioco per le applicazioni con all’interno link che puntavano a siti esterni per l’acquisto di contenuti: le transazioni devono passare per l’In-App Purchase pagando ad Apple, che in questo modo le gestisce, il 30%.

Giornali e librerie sono tra i primi a dover modificare le loro applicazioni: Kobo annuncia in luglio – dopo aver eliminato il link alla libreria all’interno della sua app – di lavorare a una Web app in HTML5, così da aggirare la restrizione di Apple. Amazon informa i lettori attraverso i suoi forum, e rilascia Kindle Cloud Reader: ancora una Web app.

Che sia calcolato oppure no, la decisione di Apple ha spinto i distributori di contenuti a trovare nella tecnologia delle Web app soluzioni alternative, normalmente affidate alle applicazioni native. Di cosa si tratta? In due parole, le Web app sono applicazioni accessibili attraverso un browser e richiedono una connessione a Internet per la maggior parte delle loro funzioni. Le applicazioni native si acquistano (o si scaricano gratuitamente) attraverso uno store e si installano sul dispositivo: la connessione è necessaria al momento del download ma il funzionamento offline è più semplice.

Si dibatte molto intorno alla scelta tra applicazioni native e Web app. L’osservazione sarà banale ma repetita iuvant: la decisione non va presa a priori pensando che una tecnologia sia migliore dell’altra, ma in base alle effettive esigenze e funzionalità che si stanno cercando.

Le Web app aprono scenari interessanti, per esempio, proprio per l’eCommerce sui dispositivi mobili: su Mashable possiamo leggere Native App vs. Web App: Which Is Better for Mobile Commerce (ma vi consiglio di osservare l’intera Mobile App Trend Series, per ampliare le prospettive sull’argomento).

Come commento alla decisione del Financial Times di sostituire l’applicazione nativa per iPad con una Web app Matt Legend Gemmel spiega in un post i pro e i contro delle due tecnologie (App vs. the Web). Un articolo non altrettanto recente ma utile per completare il quadro lo leggete su A List Apart: App vs. the Web, di Craig Hockenberry, autore di iPhone App Developement, per O’Reilly (qui la traduzione italiana).

BONUS

Scritto il: 14 September 2011 | da: | Categorie: Robe da smanettoni | Tags: , , , , | 0 Commenti »

Bestiario del libro che evolve

Dall’originale A Bestiary of the Evolving Book, di Joseph Esposito su The Scholarly Kitchen (11 gennaio 2011).

Traduzione di Letizia Sechi.

“Bestiario del libro che evolve” è stato pubblicato ormai qualche mese fa. Anche se alcuni riferimenti sono oggi superati (difficile non considerare Nook simile a un tablet) rimane valida l’analisi dei diversi possibili contenitori per l’editoria digitale e delle diverse tipologie di libro che interessano.

Al giorno d’oggi ci piace pensare ai libri come qualcosa di distinto dai loro contenitori, nonostante la loro forma specifica sia data dal fatto di essere costruiti (letteralmente) all’interno di un piccolo blocco di carta stampata. Così il testo dell’ultimo libro di Jonathan Franzen o le Confessioni di Sant’Agostino possono essere trasferite dalle edizioni di Macmillan o Penguin o Oxford e riversati in nuovi contenitori: iPad, Android, l’ultima versione di Kindle. È come se il testo fosse puro spirito e il libro fisico le sue spoglie mortali. Mettendo da parte il libro fisico, liberiamo il testo, che può così determinare la propria forma e il proprio significato. Che capolavoro è il libro, come è simile a Dio nell’intendimento!

Questo non è esatto. Nonostante ci sia di più in un libro rispetto al mero contenitore (è più importante il contesto, come ha osservato Brian O’Leary nella sua eccellente analisi)1, la creazione di un testo è  un dialogo tra le idee e le parole dell’autore e i limiti imposti dal suo contenitore. Alcune idee sono ottime per i libri, alcune per i giornali, altre per le riviste, altre per le performance teatrali: ci siamo concentrati talmente tanto a fare ipotesi sui contenitori che abbiamo dato per scontato le idee. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se il compito di creare una nuova forma di pubblicazione adatta a un dispositivo mobile o a un ereader dedicato può sembrare scoraggiante. Quali sono le regole? O, parafrasando Robert Frost, come possiamo giocare a tennis senza la rete?

Le “regole” sono ciò che riconosciamo come “affordance”, le caratteristiche funzionali  che una determinata forma rende possibili. (Usare il termine “affordance” contravviene alla mia regola personale di non scrivere mai una parola che non riesco a pronunciare.) Così, i film di Hollywood si prestano all’essere visti su schermi giganteschi e ora anche in 3D; i film indipendenti a basso budget si vedono bene anche nel piccolo schermo di un televisore, per gentile concessione di Netflix. (Per un’ulteriore analisi del medium di carta stesso, vedete “The Myth of the Paperless Office” di Sellen e Harper.) Pensate alla vostra esperienza. Vorreste stipare il vostro gruppo rock, amplificatori e tutto, nel vostro dormitorio? O preferireste una spaziosa sala da concerto o uno stadio? Se i giorni in cui suonavate la chitarra sono ormai lontani, immaginate la sfida di inserire tutte le informazioni associate al genoma umano in un Mac. Il problema di mettere i libri fuori dai loro contenitori è che i libri sono i loro contenitori. Passare da un contenitore all’altro può essere scomodo; provate a leggere un PDF di un articolo accademico su un iPhone o pensate agli adattamenti dei vostri romanzi preferiti sul grande schermo. Povera, povera Jane Eyre.

Oggi, con l’enorme crescita degli ebook, dovremmo pensare all’affordance dei vari contenitori. Ho detto “cominciare” perché le categorie che sto per elencare sono certamente incomplete, e si potrebbe ben argomentare che alcune di queste dovrebbero essere fuse assieme.

Il libro istituzionale. Comincio da qui, nonostante il libro istituzionale fosse con noi anche prima dell’esplosione degli ebook con Kindle. Si tratta di un facsimile (o giù di lì) di un libro stampato. Di solito è un PDF e lo si visualizza su dispositivo Read the rest of this entry »

Scritto il: 28 April 2011 | da: | Categorie: Contributi | Tags: , , , , , , | 0 Commenti »