Lavori in corso per uno standard su annotazioni e segnalibri digitali

Una notizia che forse oggi fa gola solo a veri smanettoni, ma domani potrebbe fare la gioia di molti lettori è l’annuncio del NISO (National Information Standard Organization) di aver iniziato i lavori su uno standard per la condivisione di segnalibri e annotazioni sulle pubblicazioni digitali.

La possibilità di fare riferimento preciso a un punto specifico all’interno di un testo digitale è fondamentale per l’uso di segnalibri e annotazioni in ambiente digitale. Sia per semplici lettori sia per ricercatori e professionisti, simili riferimenti devono essere utilizzabili attraverso diversi sistemi di lettura, così da permettere un uso condiviso di libri, articoli ed editoria grigia, spaziando da appunti personali a citazioni e analisi critiche, così come collegamenti avanzati.

Non esiste ancora niente di così evoluto, ma in qualche modo la sensibilità sul problema di riferimenti precisi al testo digitale è già emersa da tempo: in febbraio Amazon ha proposto la sua soluzione, per esempio, e anche su altri sistemi di lettura sono presenti metodi per trovare punti di riferimento all’interno di un testo fluido, in cui tutto scorre.

Il proposito del NISO è di ben più ampia portata. Non stupisce che la proposta dell’apertura dei lavori su uno standard simile venga da Peter Brantley (Internet Archive): “È la combinazione preziosa di portabilità e traducibilità che rende possibile la condivisione delle annotazioni all’interno di circoli di lettura, aule scolastiche o associazioni.”

Nel tempo alcuni aspetti che adesso ci si propone di riunire sotto uno standard erano stati affrontati separatamente: un anno fa Keith Fahlgren metteva sul tavolo alcune idee per una specifica che permettesse di costruire link tra un ePub e un altro. Nelle specifiche dell’ePub3 compare il Linking Scheme Registry, che l’IDPF si riserva di modificare indipendentemente dagli sviluppi dell’ePub stesso, suggerendo di fare riferimento alle specifiche principali del formato per il supporto effettivo da parte dei sistemi di lettura.

Questa specifica, EPUB Canonical Fragment Identifier (epubcfi), definisce un metodo standard per la referenziazione di contenuti all’interno di una pubblicazione EPUB® attraverso l’uso di fragment identifier.

Il Web ha dimostrato come il concetto di hyperlink sia straordinariamente potente, ma le pubblicazioni in EPUB hanno negato parecchi dei benefici resi possibili dagli hyperlink a causa dell’assenza di un sistema standardizzato per collegamenti che puntino al loro interno. Nonostante siano stati sviluppati sistemi proprietari implementati in singoli sistemi di lettura, senza una sintassi condivisa non c’è modo di ottenere un’interoperabilità vera e propria. Le funzionalità che potrebbero ottenere benefici significativi dall’abbattimento di questo limite sono svariate: dalla conservazione dell’ultimo punto di lettura alle annotazioni collegate al testo alla navigazione, la possibilità di puntare all’interno di qualunque pubblicazione apre una nuova dimensione impossibile finora sia per gli sviluppatori sia per gli autori.

È curioso notare che si parli di sviluppatori e autori (“developers and Authors”) e non di editori, così come è interessante leggere la lista degli editor di questa specifica: le aziende coinvolte sono Adobe, Google, Apple e il DAISY Consortium (che non è un’azienda ma un consorzio internazionale che si occupa di standard per l’accessibilità), se vogliamo farci un’idea del possibile futuro supporto di queste innovazioni.

Per seguire i lavori del NISO è possibile iscriversi a una mailing list, segnalata nell’annuncio di apertura dei lavori. Per tutto il resto, come al solito, bisogna stare all’erta.

Scritto il: 12 October 2011 | da: | Categorie: Robe da smanettoni | Tags: , , , , , , , | 0 Commenti »

epub3: alcuni aggiornamenti

Come alcuni di voi sapranno sono in lavorazione le nuove specifiche per lo standard epub: si aspetta una versione definitiva della release 3.0 per il 15 maggio del 2011, ma potremo leggere una prima bozza già verso la fine di gennaio.

Dal 18 al 20 ottobre si è svolto a San Francisco il secondo F2F meeting: 45 partecipanti da diverse parti del mondo (Cina, Giappone, Taiwan…) di cui diversi presenti anche in occasione alla conference di Books in Browsers. Proprio in questa occasione sono stati resi noti alcuni dei punti fermi stabiliti durante il meeting, nell’intervento di Bill McCoy, CEO di WebPaper e segretario per l’IDPF EPUB Working Group (qui trovate le slide della presentazione).

Chiunque abbia avuto a che fare con l’epub, come lettore, editore o addetto ai lavori, sa bene che ci sono diverse possibilità di miglioramento per il formato. Tra le priorità individuate dall’EPUB Working Group troviamo:

  • il peso dei file, troppo spesso eccessivo;
  • requisiti di conformità allo standard troppo poco specifici sia per il contenuto che per i sistemi di lettura;
  • strumenti insufficienti per la creazione, i test e i sistemi di lettura;
  • scarsa attenzione ai sistemi di lettura basati sui browser;
  • assenza di supporto per interattività, audio, video, annotazioni, collegamenti tra ebook diversi, orientamento verticale del testo, sincronia dell’audio con lo scorrimento del testo, dizionari, layout complessi e testi scientifici.

Vediamo con ordine lo stato dei lavori per le diverse aree di intervento: alcune di queste sono già certe per la nuova release, altre sono ancora in lavorazione o in discussione.

Miglioramenti sul supporto di elementi multimediali:

  • supporto di audio e video;
  • supporto di Synchronized Multimedia Integration Language (SMIL) & CSS Speech;
  • supporto dei font inclusi all’interno dell’epub richiesto come elemento di conformità allo standard;
  • supporto di font OpenType e Web Open Font Format (WOFF);
  • miglioramenti nell’integrazione del formato immagine SVG.

Alcuni altri miglioramenti strutturali:

  • passaggio da XHTML 1.1 a HTML5 per il contenuto dell’ebook;
  • supporto di differenti modalità di scrittura (orientamento verticale, Ruby);
  • supporto di CSS3: layout multi-colonna, sillabazione;
  • miglioramenti nella gestione dei metadati;
  • miglior supporto per dizionari e glossari;
  • supporto di MathML;
  • raffinamento dei requisiti richiesti per la conformità allo standard.

Due aree ancora in progress:

  • annotazioni – link da un epub a un altro epub;
  • gestione di layout pagina molto complessi su base CSS.

La questione della gestione delle annotazioni e dei link cross-document è a nostro avviso una delle più interessanti, insieme ai temi legati all’accessibilità: li affronteremo nei prossimi post.

Ricordiamo che lo standard epub è completamente aperto. Se vi interessa potete seguirne gli sviluppi su Google Code.

Scritto il: 2 November 2010 | da: | Categorie: Robe da smanettoni | Tags: , , , , , , , | 5 Commenti »