
Il 2 febbraio si terrà a Milano la seconda edizione di IfBookThen, la conferenza internazionale organizzata da Bookrepublic sul futuro dell’editoria: nei prossimi giorni pubblicheremo il programma nel dettaglio.
Una delle novità, pensata in collaborazione con la Fondazione Mondadori, è il workshop di approfondimento sui cambiamenti dei contratti per la cessione del diritto d’autore sui contenuti digitali, il 3 febbraio. Il workshop ha un numero di posti limitato (80): l’obiettivo è di riuscire a rendere la partecipazione e l’interazione tra gli iscritti più semplice e proficua possibile.
NUMERI E MERCATO
La mattinata di IfBookThen sarà dedicata a numeri e mercato: Jonathan Nowell presenterà dati aggiornati sullo stato dell’editoria digitale internazionale, Mike Shatzkin parlerà di quanto è successo negli Stati Uniti nell’ultimo anno, Javier Celaya racconterà il mercato europeo. Esporremo l’aggiornamento della ricerca A.T. Kearney-Bookrepublic Do Readers Dream of Electric Books? (seguendo il link potrete scaricare il pdf), di cui si parlerà anche, in anteprima, al Digital Book World di New York, questo gennaio. I dati sono costantemente aggiornati: l’ultima presentazione è stata in occasione del Publishers Launch, alla Buchmesse di Francoforte.
HOT TOPICS
Abbiamo individuato dei temi caldi che il mondo dell’editoria deve conoscere e tenere in considerazione: abbiamo intenzione di affrontarli con l’aiuto di personaggi esperti e di rilievo.
- Esperienza di lettura: Peter Meyers parlerà di come la tecnologia possa essere impiegata per creare un’esperienza di lettura confortevole, e di come i nuovi strumenti che abbiamo a disposizione possano influenzare la creatività.
- Pirateria: Timo Boezeman racconterà il fenomeno in modo costruttivo, spiegando come è possibile per gli editori costruire strategie che rendano più appetibile acquistare un ebook anzi che scaricalo gratis e illegalmente.
- Analitycs: Peter Collingridge mostrerà come i dati sui libri e attorno ai libri possano dirci moltissimo riguardo i desideri e le aspettative dei lettori, e siano una delle chiavi migliori per imparare ad ascoltarli.
- Musica ed editoria: cosa può imparare l’editoria dall’esperienza dell’industria musicale? Sasha Lazimbat parlerà della sua esperienza in entrambi i campi, mostrando più di un’intersezione tra i due ambiti.
- Self publishing: come cambia il rapporto con gli autori nell’era in cui per chiunque è possibile accedere al mercato del libro? Cosa possono proporre gli editori per rendere ancora interessante e indispensabile il proprio ruolo? Molly Barton (Global Digital Director di Penguin USA), Richard Nash e David Miller ne discuteranno insieme.
NUOVI MODELLI DI BUSINESS
Se i tradizionali modelli di business non funzionano più nell’editoria che cambia, bisogna trovare idee e strategie per essere innovativi. Ne parleremo con aziende giovani e dinamiche: Henrik Berggen (Readmill), Justo Hidalgo (24symbols), Rochelle Grayson (Bookriff), Valla Vakili (Small Demons), progetti brillanti che possono aprire nuovi orizzonti.
COME ISCRIVERSI
Fino al 15 gennaio è possibile iscriversi alla conferenza, al workshop o a entrambi usufruendo dell’Early Bird: trovate sul sito tutte le informazioni per registrarvi.
Scritto il: 5 January 2012 | da: letizia | Categorie: Eventi, Scenari, Su di noi | Tags: ebook, editoria digitale, if book then, Publishing | 0 Commenti »
Dall’originale The Business Rusch: Modern Writer Survival Skills (Changing Times Part Eighteen), 16 Febbraio 2010, di Kristine Kathryn Rusch.
Traduzione di Letizia Sechi.
Stavo per intitolare questa puntata “Scrittori principianti Parte Terza”, ma ho pensato che quel titolo sarebbe stato troppo esclusivo. Perché tutti gli scrittori avranno bisogno dell’insieme di competenze che vado a descrivere di seguito per percorrere i cambiamenti nell’editoria.
La mia sfera di cristallo si rifiuta di dirmi se sia meglio o no per gli scrittori principianti continuare a bussare alle porte della Grande Editoria o andare per conto proprio. Come molti commentatori hanno osservato nelle scorse settimane, non si tratta di una scelta esclusiva, per nessun genere di scrittore. In questo momento sto percorrendo entrambi i sentieri: lavoro a delle novità per grandi e piccoli editori con cui collaboro. Sto anche ristampando tutto il mio catalogo, il che aiuta i nuovi titoli, e viceversa.
Sospetto che sia questo il modo in cui funziona. Ma eventi come il fallimento di Borders di questa settimana mi rendono nervosa. Borders ha presentato richiesta di amministrazione controllata attraverso un piano di riorganizzazione. In altre parole, Borders spera di sopravvivere al cambiamento. Ma se guardate a Borders più nello specifico, realizzerete quanta “speranza” ci sia in questo. Leggete questo articolo prima di commentare qui sotto sui problemi di Borders, perché The Wall Street Journal ha fatto un buon lavoro sabato (prima che la notizia fosse ufficiale) nel delineare tutti i problemi che Borders ha avuto, e la maggior parte di questi non hanno niente a che fare con gli e-readers e tutto invece con una gravissima cattiva amministrazione per più di dieci anni.
Molti editori hanno continuato a spedire titoli a Borders durante tutto il periodo dei problemi finanziari e stanno adesso reclamando centinaia di migliaia di dollari che Borders non è in grado di pagare e potrebbe non esserlo mai. Senza nemmeno pensare a che cosa accadrà ai distributori, verso cui Borders ha debiti ancora più alti.
L’implosione di Borders avrà un effetto a catena nei confronti della Grande Editoria: qualunque azienda che stesse lavorando su margini stretti avrà bisogno o di un’iniezione di contante o dell’aiuto delle sue aziende satelliti (che potrebbero tagliare le perdite) oppure non riuscirà a mantenere gli affari. Vedrete gli effetti nei prossimi sei mesi, indipendentemente da ciò che succederà a Borders.
Gli editori con cui ho parlato e che fanno parte della Grande Editoria dicono che stanno lottando per sostituire le entrate provenienti dalle librerie fisiche con quelle provenienti dagli ebook. Non è un rapporto paritario, ma la crescita degli ebook a fronte del declino delle librerie fisiche aiuterà moltissimo a sopravvivere quelle aziende satelliti di cui parlavo poco sopra.
Perché mi preoccupo dello spostamento da un modello all’altro dal momento in cui dico che la Grande Editoria sopravviverà a questi cambiamenti? Perché quando dico questo, sto parlando della Grande Editoria come di una singola entità. In realtà non lo è affatto. È composta di molte case editrici, con modelli di business molto diversi. Nell’affrontare il cambiamento, alcuni gruppi editoriali che sono parte della Grande Editoria perderanno. Altri avranno dei vantaggi. È così che funziona, che ha sempre funzionato e che funzionerà.
Se non capite questo o se siete uno di quei profeti di sventura che ancora pensano che la Grande Editoria collasserà, allora per piacere tornate a leggere i miei precedenti post a riguardo, tanto per avere un ordine di grandezza per quanto sto dicendo. Ho già usato l’analogia con la TV, prima d’ora: ho detto che i network non avrebbero chiuso per via dell’ascesa della TV via cavo, nonostante il loro audience si sia notevolmente ridotto.
Ma in un commento, la scorsa settimana, credo di aver usato un’analogia migliore. L’industria del cinema e della televisione non sono implose per l’avvento di YouTube. Adesso quelle stesse industrie usano YouTube a loro vantaggio. Provate a pensarla in questi termini.
Quindi, se non credo che la Grande Editoria (l’entità) collasserà, allora perché mi preoccupo delle ripercussioni finanziarie causate da Borders e dall’inevitabile perdita di alcuni distributori? Perché i libri di alcuni scrittori saranno schiacciati dalle bancarotte degli editori, e questo, amici miei, sarà orribile. (E no, quelle clausole sulla bancarotta nei vostri contratti probabilmente non vi proteggeranno anche se i giudici decidessero di onorarle, cosa che probabilmente non faranno.) Prevedere quali editori declineranno è pressoché impossibile, ma se siete preoccupati dal rimanere intrappolati in questo meccanismo, allora rivolgetevi solo alle aziende davvero grandi, quelle che hanno alle spalle una struttura internazionale. Quella struttura chiuderà o venderà le parti che non portano più soldi, anzi che dichiarare bancarotta. Saranno le aziende di medie dimensioni che potrebbero avere dei problemi nella Grande Editoria.
Oppure no.
Dipende tutto da quanto velocemente le case editrici saranno in grado di muoversi nel mondo digitale e – ancora più importante – quanto sono e sono state distribuite bene le loro risorse economiche interne. E questa è roba che voi, scrittori, non sarete in grado di capire finché non saranno fatti degli annunci. (Per altri problemi che verranno fuori durante la bancarotta di Borders, vedete sul blog di C.E. Petit.)
Certo, questi stessi argomenti potrebbero essere utilizzati per le start-up che lavorano nell’editoria digitale, anche se i siti di accesso per arrivare a Kindle o Pubit vi permettono di non fare tutto il lavoro. Quei siti sono persino più incerti perché nuovi, e spesso proprietà di una sola persona o poche, che potrebbero essere in grado come non esserlo di dirigere gli affari.
Quindi… credo che ciò che voglio dire a questo punto sia: l’Incertezza comanda, in questo momento. E l’incertezza favorisce un certo tipo di figura, quella che è in grado di fare la lista di cose che sto per elencare. Read the rest of this entry »
Scritto il: 20 April 2011 | da: letizia | Categorie: Contributi | Tags: 40k, autori, editoria digitale, ifbookthen, Kristine Kathryn Rusch, scrittura | 8 Commenti »
All publishers are global now. All book retailers are global now. The publishers and retailers who embrace that reality soonest will have the best chance to be around the longest.
All publishers and book retailers are global now – Mike Shatzkin
L’editoria diventa globale: i primi ad adattarsi a questa realtà saranno in grado di affrontare il futuro. Ce lo ricordava Mike Shatzkin durante IfBookThen, lo scorso febbraio, e come raccontava nel post appena citato si tratta di un tema con il quale ha iniziato a fare i conti fin dal 2008.
L’attenzione a quanto succede nell’ambito dell’editoria internazionale è per noi un punto di fondamentale importanza. Alla base di IfBookThen c’era l’idea di portare in Italia gran parte del dibattito e delle esperienze americane e di creare allo stesso tempo un punto di incontro per condividere e confrontare con le diverse realtà europee sull’editoria digitale.
Nei giorni precedenti la conferenza abbiamo pubblicato le traduzioni di alcuni articoli che ci sembravano utili per ampliare l’orizzonte dei temi previsti dall’agenda della giornata, con l’obiettivo di creare una sorta di digest sempre aggiornato delle voci del panorama internazionale che riteniamo imperdibili per chiunque voglia tenersi informato sui cambiamenti in atto.
Abbiamo pensato di non interrompere questo progetto: le traduzioni continuano e si arricchiscono di nuovi autori e spunti di riflessione. Trasferiremo nei prossimi giorni le traduzioni pubblicate sul sito di IfBookThen sul blog di Bookrepublic; quelle nuove le troverete direttamente qui, due volte al mese.
Abbiamo già pubblicato, nell’ordine:
- Leggere nell’era digitale, o del leggere del come abbiamo sempre letto. Traduzione dall’originale: Rethinking the Publishing Company di Kassia Krozser, Booksquare, 14 Settembre 2010
- Lista dei difetti degli ereader (per consumatori, editor, editori e designer perspicaci). Traduzione dall’originale: The ereader incompetence checklist (for discerning consumers, editors, publishers and designers) di Craig Mod, craigmod.com, Ottobre 2010
- Ripensare la casa editrice. Traduzione dall’originale: Rethinking the Publishing Company, di Kassia Krozser, Booksquare, 14 Settembre 2010
- Comprendere il libro digitale. Traduzione dall’originale: Embracing the digital book di Craig Mod, craigmod.com, Aprile 2010
- “Context First”, revisited. Traduzione dell’originale: “Context First”, revisited, di Brian O’Leary, Febbraio 2011
Con lo stesso spirito, sul sito di 40k potete leggere le tag-interview: “delle non-proprio-risposte a delle non-proprio-domande” sul cambiamento dell’editoria. Per esempio quella fatta a Kassia Krozser: “Tomorrow’s publisher must be able to react immediatly to market shifts“.
Scritto il: 18 March 2011 | da: letizia | Categorie: Contributi, Conversazioni, Scenari, Su di noi | Tags: 40k, craig mod, editoria digitale, ifbookthen, kassia krozser, mike shatzkin, traduzioni | 0 Commenti »
Non potremmo essere più soddisfatti del successo di If Book Then, il workshop internazionale dedicato al futuro dell’editoria digitale ideato da Bookrepublic in collaborazione con 4IT Group. Internazionale non solo per gli speaker ma anche per la provenienza degli iscritti: dall’Europa (Svezia, Germania, Olanda, Spagna, Regno Unito, Slovenia), dagli Stati Uniti e dal Canada.
Raccogliamo qui tutti i riferimenti al convegno: articoli, post, presentazioni messe a disposizione dagli speaker. Salvate il post tra i preferiti se volete tornare a darci un’occhiata in futuro: lo terremo aggiornato man mano che verranno prodotti nuovi materiali. Se ci è sfuggito qualcosa o se avete intenzione di scrivere di If Book Then segnalatecelo, e vi aggiungeremo alla lista dei contributi.
Stampa in rete:
Blog:
Twitter:
@ifbookthen è il canale ufficiale. Attraverso l’hashtag #ibt11 potete recuperare e continuare a seguire tutte le conversazioni sull’evento. Di seguito i profili dei relatori attivi sul social network:
Presentazioni:
Scritto il: 4 February 2011 | da: letizia | Categorie: Eventi, Su di noi | Tags: ebook, editoria digitale, eventi, ifbookthen, mike shatzkin, richard nash | 2 Commenti »
Book publishing is not book printing, let’s be really clear about that: if you think all publishers do is print, you have a problem.
Parole pronunciate al Tools of Change Frankfurt da Dominique Raccah (fondatrice e CEO di Sourcebooks). Uno tra gli interventi più ripresi sul Web, dai social network, ai blog, ai siti specializzati (Teleread, TheBookseller, per citarne alcuni), e che ha dato origine a discussioni animate e contrastanti. Parole concrete, dettate dall’esperienza e dalle criticità innegabili che l’editore si trova ad affrontare nell’integrare l’editoria digitale nel flusso di lavoro tradizionale. Quei “piccoli aggiustamenti” necessari per ottenere un libro digitale dalle lavorazioni per la stampa sono di rado davvero “piccoli”, e hanno un impatto notevole sui costi e sui tempi di produzione. L’idea diffusa che il libro digitale debba avere un costo ridottissimo o addirittura essere gratuito non piace all’editore, che afferma:
It comes from the concept that we are not adding any value, and I feel we are adding a lot of value, and it’s not cheap.
Sulla stessa linea anche l’intervento di chiusura di Jeff Jarvis, che porta l’attenzione sull’importanza per gli editori di riconsiderare e ridistribuire il valore del contenuto e della forma per quanto riguarda il digitale.
Our value is not distribution, control and ownership, but in curating people, content, editing, teaching and promoting,
dice, e aggiunge:
It might not be the same companies who find this value, but we will find it, and I salute the experiments.
Sperimentare è una parola chiave anche per Suzanne BeDell (Elzevier), che parlando con TheBookseller dice:
Publishers must experiment and be prepared to fail if they are to prosper in the digital age
L’accento è sulla velocità alla quale occorre sperimentare: bisogna rischiare in fretta, se si vogliono avere opportunità di successo.
Varrebbe la pena di riportare ancora molte parole interessanti sull’editoria digitale provenienti dal panorama internazionale della Buchmesse, ma in chiusura del post vogliamo guardare alle future occasioni di dialogo. Il 21-22 Ottobre, a San Francisco, si terrà Books in Browsers 2010, organizzato dall’Internet Archive con il supporto di O’Reilly Media. L’agenda degli interventi prevede nomi come Dominique Raccha, Richard Nash, Sol Rosenberg, tra gli altri. Anche noi saremo presenti: se intanto volete iniziare a seguire qualche cinguettio in rete ecco l’hashtag #bib10.
Scritto il: 13 October 2010 | da: letizia | Categorie: Conversazioni | Tags: bib10, buchmesse, dominique raccah, ebook, editoria digitale, fiera del libro di francoforte, francoforte, internet archive, richard nash, sol rosenberg | 4 Commenti »
Un recente articolo del New York Times (Online, We Pay With Our Time Spent Searching) propone interessanti considerazioni sull’inclinazione delle persone a spendere tempo piuttosto che denaro per il consumo dell’informazione – intesa in senso lato, includendo anche l’intrattenimento.
L’argomentazione più convincente parte dall’osservazione che
a fair number of people began paying less than a dollar for the convenience of downloading a song from iTunes or Amazon.com, rather than wasting time hunting for a playable pirated version.
Cosa ci fa preferire spendere qualche centesimo per un contenuto che potremmo avere gratis in altri modi? Il tempo risparmiato e il buon servizio che ci viene offerto su quel contenuto. L’esperienza di acquisto in un ambiente confortevole e sicuro, ricco di informazioni su ciò che ci interessa scaricare e con possibilità di confrontare la nostra opinione con quella di altri utenti con interessi simili ai nostri ci fa preferire spendere quel denaro piuttosto che investire tempo in ricerche spesso non altrettanto soddisfacenti.
Il miglioramento continuo della tecnologia contribuirà all’affermazione di questo tipo di preferenza. Anche per i libri digitali, la possibilità di acquistare un titolo attraverso uno store online che mette a disposizione dei lettori informazioni accurate, la possibilità di condividere opinioni, di scegliere altri titoli personalizzando le ricerche in base ai propri gusti, saranno elementi sulla base dei quali si preferirà l’acquisto di un ebook rispetto alla pirateria.
Ancora pochi giorni, e lo store di BookRepublic sarà online. Seguiteci e venite a testare di persona ciò di cui stiamo parlando.
Scritto il: 11 July 2010 | da: letizia | Categorie: Conversazioni | Tags: bookrepublic, ebook, editoria digitale, nyt, pirateria, servizi | 2 Commenti »
Qualche post fa vi abbiamo raccontato per immagini quanto riteniamo importanti i dettagli nella produzione di un libro digitale. La cura dedicata al testo nella sua resa grafica, oltre che nei contenuti, è l’aspetto che fa la differenza tra un’esperienza di lettura gradevole e fluida e una meno soddisfacente: questo non cambia nella lettura in digitale.
Ciò che cambia sono le aspettative sull’esperienza di lettura stessa, legate in larga parte al supporto su cui abbiamo scelto di leggere. Cosa ci aspettiamo dalla lettura di un ebook? Non certo quello che ci aspettiamo dalla carta. E per gli editori sarebbe un errore cercare di soddisfare con i loro libri digitali quel tipo di aspettative. L’interazione con un libro in versione digitale permette possibilità nuove e per molti versi ancora da immaginare. Per gli editori ciò significa imparare a conoscere le potenzialità del digitale per i loro contenuti per potersi muovere in questa nuova prospettiva con la stessa dimestichezza con cui si muovono tra la carta e la tipografia.
A questo proposito ho trovato molto interessante un articolo scritto da Colleen Cunningham su digitalbookword, From Print to ePUB: Transforming Your Workflow. Nel raccontare la sua esperienza professionale la book designer di Adams Media centra un punto che considero cruciale:
we’ve welcomed this opportunity to bring our ePUB production in-house for a number of reasons, not the least of which is for better quality control. We’re also saving money by reducing our outsourcing budget, increasing our in-house digital capabilities, and becoming advocates of best practices within our own company.
L’esternalizzazione di alcune competenze editoriali, se da un lato può comportare dei vantaggi dal punto di vista economico, dall’altro, di fatto, impoverisce le competenze interne alla casa editrice e diminuisce il controllo sulla qualità del libro. Questo non è diverso per il libro digitale. In questa fase di transizione, in cui tanto si parla di adattamento dei processi produttivi alla produzione di entrambe le declinazioni del contenuto, il riappropriarsi di competenze già proprie dell’editore è un ottimo punto di partenza per avere un maggior controllo della qualità dei propri libri da un lato, e per l’acquisizione di nuove competenze dall’altro.
Le difficoltà nell’ottenere ebook di buona qualità consistono anche nel fatto che l’editore ha bisogno di acquisire nuove competenze che spesso sembrano distanti dalla sua professione: per questo affida la gestione di questo processo a qualcun’altro, senza avere in mano tutti gli strumenti per valutarne i risultati. Al contrario, fare proprie queste competenze è l’unica vera soluzione per un’ottima esperienza di lettura digitale: conquistando il controllo del processo di creazione dell’ebook, conservandone l’artigianalità, l’editore può avere la certezza di proporre ai suoi lettori dei libri digitali che garantiscono l’esperienza di lettura che lui stesso ha pensato per loro, con la stessa cura usata per la carta anche per il digitale.
Anche Liza Daly, nel suo intervento alla 2010 Digital Book World Conference punta all’importanza dell’esperienza di lettura, elencando con grande chiarezza alcuni degli aspetti principali che caratterizzano la lettura in digitale e a cui tutti gli editori dovrebbero prestare maggiore attenzione, acquistando una confidenza sempre maggiore con le nuove possibilità di diffusione e fruizione dei contenuti. Per un approfondimento sul suo intervento potete leggere Getting Past “Good Enough” eBooks: Liza Daly.
Scritto il: 1 July 2010 | da: letizia | Categorie: Conversazioni | Tags: ebook, editori, editoria digitale, libri | 5 Commenti »
A pag. 51 del Corriere della Sera di oggi si parla di noi (l’articolo lo potete leggere qui). Facciamo il punto della situazione.
Per metà luglio il nostro store online sarà pronto e, finalmente, diverse centinaia di titoli dei nostri editori saranno disponibili in formato epub (il che, tradotto, significa: i libri dei nostri editori si potranno leggere su iPad e qualunque lettore ebook).
Nel mentre stiamo lavorando al cuore di Bookrepublic, il motore Exlibris che permetterà ai nostri editori di accedere al proprio catalogo e alle principali librerie online di acquistare e vendere direttamente i nostri titoli. Come avevamo già annunciato, stiamo realizzando un servizio di statistiche trasparenti e aggiornato in tempo reale che consenta a tutti di conoscere l’andamento dei propri titoli. Inoltre, grazie all’applicazione di un watermark, ogni libro sarà personalizzato con un vero e proprio exlibris.
Con Apple prosegue il rapporto di collaborazione. L’obiettivo è essere immediatamente presenti su iBookstore appena sarà lanciato in Italia. Nel mentre potremo distribuire sugli store internazionali già presenti: Usa, Uk, Germania e Francia. E per non farci mancare nulla, stiamo già ipotizzando un’applicazione iPhone/iPad che integri una serie di nuove funzioni per accedere al catalogo dei libri.
E ancora: il nostro interesse è formare i nostri editori nella realizzazione dei propri epub. Per questo motivo la nostra Letizia sta girando per Milano, Roma, Torino – e chissà dove ancora – per confrontarsi con loro. La chiave è questa: realizzare gli ebook per bene, con la stessa cura che, fino ad oggi, i nostri editori hanno messo nella realizzazione di un libro di carta.
Insomma, davvero un sacco di cose da fare. Stay tuned!
Scritto il: 25 June 2010 | da: matteo | Categorie: Su di noi | Tags: bookrepublic, corriere della sera, ebook, editoria digitale, epub | 4 Commenti »