Tutto scorre
Una delle prime cose che ci viene ricordata appena abbiamo a che fare con certi formati per gli ebook (ePub e mobi, per esempio) è che le pagine non esistono più. Questo perché la loro prima caratteristica è la riadattabilità allo schermo del dispositivo su cui leggiamo, che mostra tanto testo quanto può contenerne la finestra del software di lettura, a seconda – per esempio – della dimensione del carattere che abbiamo scelto per leggere. La pagina fissa scompare permettendo al testo di adattarsi alle nostre preferenze: per questa ragione sono detti formati fluidi.
Vi sarà capitato di notare l’indicazione di un numero di pagina accanto o sotto il testo dell’ebook. Ma come, non abbiamo appena detto che la pagina non esiste più?
Nelle immagini vedete rispettivamente una schermata catturata da Bluefire (per iPhone) e da Adobe Digital Edition: entrambe riportano un’indicazione di numero di pagina relativa alla porzione di testo mostrato. Nel primo caso si tratta di un calcolo fatto sulla base della quantità di testo contenuto nella schermata secondo le preferenze impostate (dimensione del carattere, interlinea, rientri e spaziature del testo…): se cambiamo le preferenze la proporzione si adatterà di conseguenza. Nel secondo invece abbiamo la sensazione di un numero di pagina “fisso”, in qualche modo ancorato al testo: la definizione di questa “ancora” non dipende dall’ePub ma dal sistema su cui lo stiamo leggendo. In entrambi i casi questo avviene sfruttando il metodo proprietario di Adobe e non secondo alcune possibilità previste (ma scarsamente supportate) dall’attuale standard ePub [1].
Torniamo alla contraddizione: se la pagina non esiste perché ostinarsi a cercare di indicarla? Ci sono diverse buone ragioni, a seconda del libro di cui si tratta. Passatemi l’inglese e lasciatemi parlare di “non-fiction”: in questi casi sembra evidente che il numero di pagina è fondamentale per poter citare con precisione il testo, in ambito accademico, per esempio. Ma anche per la narrativa c’è più di un buon motivo che rende utile il numero di pagina: a seconda del punto in cui mi trovo rispetto al numero complessivo di pagine posso capire il modo in cui si sviluppa la narrazione, mi aspetto più o meno a breve degli sviluppi nella trama o la soluzione di un mistero. Per non parlare della semplicità con cui posso condividere il punto in cui si trova il mio passaggio preferito con un amico. [2]
All’inizio di febbraio, Amazon ha rilasciato un aggiornamento del software per Kindle che prevede, tra le altre novità, l’indicazione nell’ebook del numero di pagina della rispettiva edizione cartacea, per trovare una soluzione al problema dei riferimenti alle versioni digitali dei libri. Questa scelta ha fatto molto discutere (se non li avete letti ecco il post di David Pogue sul suo blog per il New York Times e un articolo di Charlie Sorrel su Wired; qui invece il post ufficiale sul Kindle Daily Post), ma prima di snocciolare le perplessità ricordiamo esattamente come funziona il sistema: Kindle mostra il numero di pagina dell’edizione cartacea premendo il tasto “menu”, quindi solo su richiesta, e identificando le prime parole della schermata, dando un’indicazione abbastanza accurata della corrispondenza con la versione fisica del libro. Per sapere con quale versione è stata stabilita la relazione si può controllare la voce “Page Numbers Source ISBN” nella descrizione dell’ebook.
E ora i dubbi. Come comportarsi nei casi in cui l’ebook è venuto prima del libro stampato? O se la versione cartacea non esiste affatto? Ma più in generale: potrebbe essere rischioso continuare a stabilire una così stretta relazione tra carta ed ebook? Continuare a riferirsi alle consuetudini della carta non potrebbe inibire la ricerca di soluzioni differenti e più vicine agli strumenti per la lettura in digitale, come per esempio dei sistemi che permettano di collegare un ebook a un altro, anzi che continuare a trattarli come sistemi chiusi? [3] Il progetto “Real Page Number” non oscura il vero problema, ossia la ricerca di un metodo nuovo per referenziare i testi fluidi? [4]
Ho detto che avrei parlato di dubbi, non di risposte. Di queste ne discutiamo insieme nei commenti?
[1] Nella versione 3.0 dello standard la possibilità di indicare riferimenti precisi all’interno dell’ePub sarà meglio definita, come si può leggere nella bozza delle specifiche.
[2] Vi ho sentiti! “È un ebook, il mio passaggio preferito lo posso twittare e il mio amico lo sa in tempo reale!” È senz’altro una possibilità. Ma non avete solo amici che vivono connessi come voi, credo, no? È davvero un caso così inverosimile?
[3] Se vi sentite abbastanza smanettoni vi suggerisco la lettura di un vecchio post di Keith Fahlgren “Developing an EPUB Linking specification“, su questo punto.
[4] Pare che non ci fossero punti di riferimento fissi nei rotoli manoscritti. Si faceva riferimento al testo citando le prime poche parole del passaggio in questione. Il che, a pensarci bene, suona molto vicino al twittarne i primi 140 caratteri. Guardate qui (ma c’è il trucco: hanno numerato le colonne).




