La posta del cuore

[...] Un tale viene assunto con il compito di dare consigli ai lettori di un giornale. La rubrica è solo un trucco per aumentare la tiratura e l’intera redazione la considera uno scherzo. Ma per quel tale il lavoro è una manna, perché prima o poi potrebbe farlo passare a una rubrica mondana, e in ogni caso è stufo di fare il galoppino. Anche lui si rende conto che la rubrica è una cosa da ridere, ma dopo qualche mese la faccenda comincia a sembrargli meno buffa. Si accorge che le lettere sono quasi sempre suppliche umili e accorate di gente che ha bisogno di una guida morale e spirituale, che si tratta di espressioni inarticolate di autentica sofferenza. E scopre anche che i suoi interlocutori lo prendono su serio. Per la prima volta si trova costretto a esaminare i valori su cui si fonda la sua vita. E questo esame gli dimostra che lui è la vittima e non l’autore dello scherzo.


Nella traduzione di Marina Morpurgo, et al./Edizioni ha riportato in libreria Signorina Cuorinfranti, il piccolo (e disperato) classico di Nathanael West: la storia di un giornalista che si ritrova schiacciato sotto al peso crescente di oltre trenta lettere al giorno, lettere che “si somigliavano tutte, biscotti di sofferenza ritagliati con uno stampino a forma di cuore.”
E ci prova, a sfilarsi, a tirarsi indietro, a “scagliar pietre” ai propri lettori, alle lettrici che si firmano come Disperata, Stufa-marcia-di-tutto, Delusa-con-marito-tisico, con il risultato che, di pietre, “gliene era rimasta una sola: quella che gli si era formata nelle viscere.”
Una volta ci aveva anche provato, a farsi licenziare, raccomandando il suicidio dalle colonne della sua rubrica. Shrike però si era limitato a dirgli: Cerca di tenere a mente, per favore, che il tuo compito è quello di aumentare la diffusione del giornale. È ragionevole pensare che il suicidio sia un ostacolo a questo scopo.


Un romanzo breve e nerissimo che ti piomba sul cuore con tutta l’attualità  - “straordinaria e quasi incresciosa”, ne ha scritto Mario Fortunato sull’Espresso – di una Crisi che sembra la nostra.
Sì, beh, ma noi?
Noi purtroppo abbiamo Carlo Rossella sull’ultima pagina di Chi.
Scritto il: 30 September 2011 | da: | Categorie: Conversazioni, Store | Tags: , , , , , , , | 0 Commenti »