ABC ebook: riprendono i corsi per la produzione dei libri digitali

Riprendono i corsi di formazione ABC ebook, pensati per acquisire in poche ore le informazioni di base necessarie per la produzione di libri digitali in formato ePub. ABC ebook è l’appuntamento ideale per gli editori che vogliono iniziare a prendere confidenza con l’editoria digitale partendo dalle basi.

– Il programma –

  • Lo standard ePub: imparare a valutare la qualità sia tecnica sia editoriale del formato finito.
  • Parlare la stessa lingua (o dei vantaggi dell’utilizzare uno standard).
  • Come adattare i diversi processi di lavorazione alla produzione dei libri digitali.
  • Suggerimenti sulla gestione del catalogo pregresso e della produzione di novità.
  • Rilevanza dei metadati per gli ebook: esempi pratici.

– Date disponibili –

  • 31 gennaio
  • 7 febbraio
  • 7 marzo

– Orari e luoghi –

I corsi si svolgono nei nostri uffici in Via Adige 20 (Milano) dalle 15 alle 18.

Importante

I corsi sono pensati per un numero minimo di 5 partecipanti e un massimo di 10. Se per una data il numero minimo non verrà raggiunto il corso verrà rimandato alla data successiva.

– Ulteriori informazioni e costi –

Per informazioni su costi e registrazione consultate questa pagina, o scriveteci all’indirizzo education[at]bookrepublic.it.

Scritto il: 17 January 2013 | da: | Categorie: Eventi, Su di noi | 0 Commenti »

Bookrepublic partecipa a BookCity

BookCity è il nuovo evento milanese dedicato ai libri e all’editoria. Dal 16 al 18 novembre biblioteche, librerie, istituti culturali e palazzi storici ospiteranno centinaia di eventi. Presentazioni di libri, letture ad alta voce, incontri con gli autori, seminari. Bookrepublic partecipa in prima fila. Marco e Marco, Daria e Matteo discuteranno gli sviluppi dell’editoria digitale.
Ecco l’elenco degli appuntamenti. Se siete a Milano, non mancate!

16 novembre 2012

» Librinnovando –  ore 9.00 – 18.00
Palazzo Reale, Sala Conferenze Assessorato alla Cultura, Milano

10.15/11.30 – Social in editoria: utenti, preservation e utilizzo commerciale

Recensioni a pagamento, Recensioni sotto pseudonimo, “Like” acquistati e molte altre sono strategie che anche le aziende editoriali iniziano ad utilizzare. I social network sono affidabili? Che valore hanno le migliaia di recensioni che gli utenti postano (quasi sempre) gratuitamente? L’annuncio di Anobii di voler iniziare a vendere ebook ha suscitato perplessità nella comunità. E le politiche di conservazione? La sessione cercherà di aprire un dibattito su queste tematiche, che diverranno sempre più di attualità.
Modera: Sara Bauducco, giornalista
Relatori:
– Alessandro Biggi (20lin.es) – L’editoria diventa social: 20lin.es tra scrittura collettiva e lettura interattiva
Barbara Sgarzi (Zazie.it) – Zazie. Quando leggere è una passione condivisa
– Tommaso Caravani (ANES – Associazione Nazionale Editoria Specializzata e Tecnica) – Autori socialmente utili
– Noemi Cuffia (Blogger – @tazzinadi) – Social media e bookblog: tra passione, professione ed etica
– Luisa Capelli (Università di Tor Vergata) – Se non la sai raccontare non la puoi promuovere: Librinnovando a Roma

10.45/13.00 (Sala B) – eBook: a che prezzo

Tavola rotonda sul valore degli eBook.
Modera: Armando Massarenti (Sole 24 Ore)
Relatori:
- Chiara Lino (Giornalista e designer)
– Paola Dubini (Università Bocconi)
– Marco Ferrario (Bookrepublic)
– Bernardino Sassoli (Indiana Editore)
– Luca De Michelis (Marsilio Editore)

16.30/18.00 – Il mestiere del libraio: ebook, e-reader e piattaforme di lettura

La lettura digitale scompagina le nostre vecchie abitudini e rimodella il modo stesso di vendere e comprare libri. Come coniugare la preservazione delle librerie con i mutamenti del digitale? Come usare il digitale per promuovere la lettura e la diffusione di contenuti? Come coinvolgere i lettori in un business che non può più prescindere da loro?
Modera: eFFe
Relatori:
– Alberto Galla (Presidente dell’Associazione Librai Italiani) – Le librerie indipendenti tra “carta” e “prosciutto”: quale nuovo modello di business?
– Matteo Scurati (Bookrepublic)
– Giuseppe Spezzano (Bookolico) – Un nuovo modello di vendita per una nuova editoria
– Stefano Tura (Kobobooks.it) – La vita sociale dell’ebook

» Trasferimenti creativi: affidarsi all’esperienza per far volare le idee. Con Paolo Rosa e Marco Ghezzi – ore 16.30
La Triennale di Milano

Come i più giovani possono trarre insegnamenti e benefici da chi ha il doppio dei loro anni? Come i più esperti possono trasferire conoscenze ai più giovani? Un progetto dedicato al passaggio generazionale, dove due maestri del mondo dell’arte e dell’imprenditoria incontrano due giovani creativi che hanno un progetto da sviluppare e condividono con loro idee, metodi e passione in un percorso di tutorship che parte dal Forum e li accompagna per sei mesi. Un’occasione unica e imperdibile per fare esperienza dello scambio nel suo più alto valore umano, di conoscenza e di trasferimento del sapere.

» Il libro ai tempi della rete. Letture e scritture digitali. Social reading: condividere la lettura nella rete - ore 18.00
Biblioteca Parco Sempione

Social reading: condividere la lettura nella rete.
Primo appuntamento per parlare di social reading: la rete come luogo per condividere il piacere della lettura, cosa succede quando la passione per la lettura incontra l’anima social della rete? Ne parliamo con Daria Bernardoni (Bookrepublic), Clelia Caldesi Valeri e Luca Novarino (Bookliners), Alessio Neri (Editoria Crossmediale).
Coordina Paola Bonini, esperta di editoria e di comunicazione web.

17 novembre 2012

» La proprietà intellettuale è un furto? - ore 16.00
Palazzo Reale, Sala Conferenze Assessorato alla Cultura, Milano

Per discutere la proposta di legge d’iniziativa popolare per il libro e la lettura.

Introduce Piergaetano Marchetti

Intervengono tra gli altri: Roberto Caso (Giurista), Gianarturo Ferrari (Centro per il libro e la lettura), Marco Ferrario (Editore digitale), Gianluca Ferrieri (Bibliotecario), Riccardo Franco Levi (Parlamentare), Stefano Mauri (Editore), Stefano Parise (Associazione italiana Biblioteche), Marco Polillo (Associazione italiana Editori), Antonio Scurati (Scrittore), Marco Vigevani (Agente letterario), Mauro Zerbini (Editore digitale), Coordina Gino Roncaglia

Scritto il: 12 November 2012 | da: | Categorie: Su di noi | 0 Commenti »

Dove leggete i vostri ebook?

Alcuni giorni fa abbiamo chiesto ai nostri lettori: dove leggete i vostri ebook? Hanno partecipato all’indagine alcune migliaia di persone, che approfittiamo per ringraziare.
Come premessa precisiamo che Bookrepublic è uno store indipendente, che non possiede un dispositivo proprio. Di conseguenza è possibile che i risultati non rispecchino quelli relativi al mercato totale, le proporzioni di iPad e Kindle potrebbero essere sottostimate fra i nostri lettori.
I più curiosi possono scaricare qui il report completo.

1. La tipologia di dispositivo più utilizzata è l’eReader, seguito da tablet, computer e smartphone: un risultato che si differenzia da quello ottenuto da un sondaggio svolto nel 2010, sempre da Bookrepublic, quando i tablet si trovavano al primo posto.

Grafico 1: Tipologia di device

 

 

 

 

 

 

Se volete sapere quante persone utilizzano ciascun device, guardate il grafico qui sotto. Risulta, per esempio, che il 40,6% delle persone sceglie (anche) l’iPad per leggere.

Grafico 2: Quale dispositivo usi per leggere i tuoi ebook?

 

 

 

 

 

 

Confrontando questi dati con quelli del 2010, siamo in grado di avere una percezione più netta di come il mercato e le abitudini di lettura stiano cambiando.

Mentre l’iPad si conferma come primo strumento di lettura, la percentuale di persone che scelgono il Kindle è aumentata, grazie al lancio di Kindle Store in Italia nel dicembre 2011.

2. Le persone che leggono anche su smartphone sono il 15% in più rispetto a due anni fa.

Nonostante le persone che scelgono di leggere unicamente su smartphone non siano molte, dalle risposte emerge che un numero crescente utilizza questo device come strumento di lettura alternativo. Il risultato è in linea con uno studio pubblicato da Digital Book World (Nearly Half of U.S. Adults Now Own Smartphones: New Frontier for Book Publishers?), secondo il quale il 29% dei lettori digitali utilizza il cellulare per leggere. Nielsen afferma che in Italia la penetrazione degli smartphone raggiunge il 50% di coloro che possiedono un cellulare, ovvero il 81,4% della popolazione (rapporto Eurispes 2012) e non sorprende, quindi, che sia uno strumento sempre più utilizzato per leggere gli e-book.

3. È particolare, invece, che molte persone dichiarino di leggere su computer, uno strumento meno agevole dei dispositivi mobili. Ad ogni modo, DBW conferma il dato, scrivendo che il 42% dei lettori digitali legge su computer.

4. Il 66% dei rispondenti al questionario utilizza un solo device, il 24% ne adopera due, una percentuale molto ristretta arriva a usarne cinque. La molteplicità di device è un dato sul quale riflettere. Le persone che usano l’iPad, associano in genere il Kindle o un altro dispositivo a inchiostro, e l’iPhone. I dispositivi Android (specialmente smartphone) vengono scelti da chi usa gli eReader. Il computer rimane uno degli strumenti più utilizzati, specialmente da chi usa anche Kindle e Sony Reader.

Scritto il: 14 September 2012 | da: | Categorie: Su di noi | 1 Commento »

Il prezzo degli ebook, Amazon, lettori, editori, autori (e Bookrepublic)

Libri a 1€; anzi a 0,99€; 70%, 80%, 90% di sconto. Da qualche settimana succede tutti i giorni, da noi e altrove. Si chiamano “daily deal”, ovvero “affari del giorno”. Come ci siamo arrivati e dove (forse) andremo?

Amazon e il sottocosto. L’abitudine di vendere gli ebook sottocosto (pagando cioè agli editori commissioni più alte del prezzo riscosso dal cliente finale) Amazon l’ha mostrata fin dall’inizio: vendeva tutto a 9.99 $, quando il prezzo di copertina della versione cartacea hardcover superava anche i 30$ e il paperback la metà. Furono i grandi editori, con Macmillan in testa, a dire ad Amazon che la determinazione del prezzo al cliente finale spettava a loro; ritirarono i propri libri da Amazon (tutti tranne Random House) e l’ebbero vinta: nacque (siamo a marzo-aprile 2010) l’ “agency model” (che in Europa si chiama “commissionaire”),  il contratto di distribuzione tra editori e retailer che affida ai primi l’esclusiva facoltà di definire prezzi, sconti e promozioni ai clienti finali, a patto che nessun retailer ne venga escluso.

Selfpublishing e prezzo degli ebook. Molti autori e diversi editori indipendenti che usano il programma KDP per autopubblicarsi su Amazon mettono in vendita i propri titoli a prezzi molto bassi; 0,99$ è stato per diverso tempo quasi uno standard di prezzo; altre volte, escono addirittura con il libro gratis. Se accade che il libro sale in classifica e arriva tra i primi 20, aumentano il prezzo per monetizzare la visibilità acquisita; addirittura, passano il libro da gratis a pagamento e il titolo giunge subito ai vertici della classifica dei libri a pagamento. Quando il titolo scende in classifica, ritornano da capo. Questo comportamento può essere sia l’iniziativa di intraprendenti autori e editori, sia l’esito previsto di come Amazon ha costruito la propria tecnologia: in ogni caso, perchè Amazon non avrebbe dovuto fare tesoro di tutto ciò? Arriveremo, e tra non molto, a prezzi dinamici determinati in tempo reale in base alla domanda di ogni singolo titolo: nel frattempo, perchè non sperimentare con la logica dei prezzi dinamici?

Il “daily deal”. Come si diceva, bestseller e libri di catalogo a 1,99€ o 0,99€; su quasi tutte le librerie online (Bookrepublic inclusa) in accordo con gli editori; sconti intorno all’80% di cui questi ultimi si fanno carico. È una tendenza recente un po’ ovunque, che Martyn Daniels commenta in modo efficace così. Siamo al sottocosto, tutti i giorni (anche se ogni giorno con un titolo diverso): ma deciso dagli editori, che per giunta lo pagano. In questo modo il prezzo diventa lo strumento principale nella definizione della relazione con il cliente finale: ogni giorno i lettori sanno che ci sarà almeno un titolo di un autore affermato a un prezzo stracciato: è il trionfo dell’acquisto di impulso, dell’appiattimento delle motivazioni d’acquisto. A 1€ si compra, poi si vedrà.

Librerie online. Sono i giorni della costruzione della “customer base” dell’appropriazione delle quote di mercato: sembra lecito che queste lavorino molto sul prezzo. Si intercetta il lettore, lo si conosce: c’è tempo, dopo, per lavorare sulla fedeltà. E intanto si fa esperienza e si lavora al concetto e alla messa in pratica della logica dei prezzi dinamici. Il dubbio viene pensando a un paradosso: se tutto il mercato (narrativa e saggistica) venisse scontato dell’80% passando dalla carta al digitale varrebbe, in Italia, 250-300 milioni di €. Stiamo facendo bene i conti?

Editori. I più attivi in Italia sono i grandi editori (Mondadori, Rizzoli e Gems) e Newton Compton. Mentre quest’ultima casa editrice ha sempre praticato politiche di prezzo a dir poco aggressive, altri dubbi sorgono sulle ragioni dei grandi editori:

  • non ottengono informazioni sui “loro” lettori;
  • si fanno carico delle promozioni;
  • stimolando l’acquisto d’impulso con frequenza quotidiana, ogni possibile positivo effetto di trascinamento sulla backlist dell’autore diventa sempre più debole.

Ho grande stima e rispetto, invece, per la posizione di editori come Iperborea, il Saggiatore, Nottetempo, minimum fax (disclaimer: siamo i loro distributori) e altri, che è  molto chiara:

  • vendere a quei prezzi è come regalare, allora meglio regalare;
  • non facciamo alcun servizio all’autore;
  • facciamo solo il gioco dei retailer, quindi useremo queste leve solo sui nostri store, sulla vendita diretta dei nostri titoli.

Non fa una piega.

Autori. La domanda sorge spontanea: se la relazione con il lettore si gioca solo sul prezzo, che bisogno hanno degli editori in un mondo dove le opportunità di selfpublishing sono ovunque e di diverso tipo? In altre parole, il “daily deal” se reiterato e protratto, può anche diventare un ulteriore fattore di disintermediazione per gli editori che lo praticano.

Lettori. Sono coloro che ne hanno beneficio. Ma acquistano titoli che probabilmente mai leggeranno e si scorderanno di avere in libreria: abituiamoci a questo nuovo comportamento d’acquisto impulsivo, non dipende solo dal prezzo, ma anche dalla vicinanza temporale tra il sorgere del desiderio di possedere un libro e la possibilità di averlo. Il prezzo basso è la spinta finale.

Bookrepublic. Noi non ci siamo tirati indietro e partecipiamo alla grande bagarre. Fin dall’inizio, perchè, come ho detto più volte, oggi si sta creando il mercato, con i suoi equilibri e le sue quote e il prezzo è lo strumento principale per la costruzione della relazione con il lettore (almeno questo è ciò che noi pensiamo). Non che ci piaccia molto, ma è così. Pensiamo che questa tendenza durerà per tutto il 2012, che sarà presente anche oltre, ma che ridurrà progressivamente la sua efficacia quando entreremo in una successiva fase di sviluppo del mercato e i consumatori attribuiranno valore crescente ad altre componenti. Noi ci stiamo attrezzando: abbiamo progetti vivi nelle aree del “social reading”e delle community dei lettori (zazie.it), dell’esperienza di acquisto e di lettura (book reader) e stiamo lavorando a un concetto nuovo di casa editrice (40K unofficial). Va da sè che cercheremo di aggiungere sempre più qualità alle offerte commerciali di Bookrepublic.

Conclusioni. Il prezzo degli ebook è una variabile strategica; oggi, che sta calando, più che mai.

Non solo e non tanto per la determinazione degli equilibri tra costi e ricavi della nuova industria che sta nascendo, ma soprattutto perché in presenza di esperienze di ricerca, acquisto e lettura di un libro su cui si devono fare ancora notevoli passi in avanti, il prezzo basso è l’attrattiva principale e la più facile. Ma se resterà l’unica sarà peggio per tutti.

Vediamola in positivo: i prezzi bassi costringono tutti a innovare nella relazione con il lettore. E questa è la strada giusta.

Scritto il: 15 July 2012 | da: | Categorie: Scenari, Su di noi | Tags: , , , , , , , , , | 9 Commenti »

La Dematerializzazione del Libro

Lettori, una rivoluzione è in corso.
Gente strana vi parla di libri che non assomigliano ai libri che conoscete.
Non sono fatti di carta, non dovete uscire di casa per andarli a comprare, non dovete aspettare che vi arrivino per posta, costano meno. Sembrano vivi, perché il testo si adatta alle vostre esigenze: potete ingrandirlo, rimpicciolirlo, cambiare il carattere. Alcuni di loro parlano (!).

Eppur son libri.

Bookrepublic vi aspetta al Padiglione 2 stand H146-J145 per farvi incontrare questi strani oggetti non materiali che si spacciano per libri e si chiamano ebook.

Scoprirete quanto è facile e veloce acquistarli, leggerli, e dimenticarsi che non sono fatti di carta.

Già, perché le storie che ci commuovono, ci fanno arrabbiare, ci fanno ridere, piangere, conoscere, imparare, non sono fatte di carta.

Lo sa bene Zazie. Non sapete ancora di che cosa si tratta? Zazie è un social network dedicato agli amanti della lettura. Sì, proprio agli amanti: quelli che Leggere è Passione.
Su Zazie si incontrano per catalogare i loro titoli in uno scaffale virtuale, valutarli e recensirli, ma non in modo tradizionale: su Zazie i libri non sono solo “narrativa” o “saggistica”. Grazie ai mood, si possono classificare i libri in base all’umore: l’umore che ti suscitano, o quello che ti aiutano a sopportare. C’è un libro per ogni stato d’animo, e lo trovate su Zazie.

Siete tristi? Leggete questo. Siete innamorati? Allora leggete quest’altro.

Non solo. Su Zazie potete specificare se un libro è da leggere on the road o sotto il piumone. I vostri CDQ (Come-Dove-Quando) permetteranno ad altri lettori di fare la scelta giusta.

A questo punto, lo avrete capito: un libro non smetterà di darvi emozioni se non è stampato su carta.

Se lo avevate capito già da un pezzo, potrebbe interessarvi Zazit, il bookmarklet di Zazie: se lo provate, non potrete più farne a meno.

Per scoprire tutto il mondo digitale di Bookrepublic, dalla libreria a Zazie, da 40k a Emma Books, non vi resta che venirci a trovare: abbiamo in serbo per voi gadget, regali e tante offerte speciali… Oltre, naturalmente, allo spettacolo della dematerializzazione!

Altre informazioni:
I nostri appuntamenti al Salone

P.S. Se proprio non potete venire, seguiteci su Facebook o su Twitter. Grazie alla dematerializzazione, pioveranno regali anche da lì!

Scritto il: 9 May 2012 | da: | Categorie: Eventi, Su di noi | Tags: , , | 0 Commenti »

Un grande passo per noi, un piccolo passo per l’umanità

Da qualche giorno nelle schede prodotto del nostro store è possibile visualizzare il numero di parole che compongono il testo degli ebook. Abbiamo aggiunto la possibilità di inserire questo dettaglio nella nostra piattaforma di distribuzione, in modo che gli editori possano inserire questa informazione e distribuirla a tutti gli store attraverso i metadati generati da exlibris.bookrepublic.it. Al momento solo alcuni ebook riportano questo dato ma contiamo che sempre più editori decidano di compilarlo per fornire il maggior numero di informazioni possibili ai lettori.

Scritto il: 13 March 2012 | da: | Categorie: Store, Su di noi | 3 Commenti »

IfBookThen 2012

Il 2 febbraio si terrà a Milano la seconda edizione di IfBookThen, la conferenza internazionale organizzata da Bookrepublic sul futuro dell’editoria: nei prossimi giorni pubblicheremo il programma nel dettaglio.

Una delle novità, pensata in collaborazione con la Fondazione Mondadori, è il workshop di approfondimento sui cambiamenti dei contratti per la cessione del diritto d’autore sui contenuti digitali, il 3 febbraio. Il workshop ha un numero di posti limitato (80): l’obiettivo è di riuscire a rendere la partecipazione e l’interazione tra gli iscritti più semplice e proficua possibile.

NUMERI E MERCATO

La mattinata di IfBookThen sarà dedicata a numeri e mercato: Jonathan Nowell presenterà dati aggiornati sullo stato dell’editoria digitale internazionale, Mike Shatzkin parlerà di quanto è successo negli Stati Uniti nell’ultimo anno, Javier Celaya racconterà il mercato europeo. Esporremo l’aggiornamento della ricerca A.T. Kearney-Bookrepublic Do Readers Dream of Electric Books? (seguendo il link potrete scaricare il pdf), di cui si parlerà anche, in anteprima, al Digital Book World di New York, questo gennaio. I dati sono costantemente aggiornati: l’ultima presentazione è stata in occasione del Publishers Launch, alla Buchmesse di Francoforte.

HOT TOPICS

Abbiamo individuato dei temi caldi che il mondo dell’editoria deve conoscere e tenere in considerazione: abbiamo intenzione di affrontarli con l’aiuto di personaggi esperti e di rilievo.

  • Esperienza di letturaPeter Meyers parlerà di come la tecnologia possa essere impiegata per creare un’esperienza di lettura confortevole, e di come i nuovi strumenti che abbiamo a disposizione possano influenzare la creatività.
  • Pirateria: Timo Boezeman racconterà il fenomeno in modo costruttivo, spiegando come è possibile per gli editori costruire strategie che rendano più appetibile acquistare un ebook anzi che scaricalo gratis e illegalmente.
  • Analitycs: Peter Collingridge mostrerà come i dati sui libri e attorno ai libri possano dirci moltissimo riguardo i desideri e le aspettative dei lettori, e siano una delle chiavi migliori per imparare ad ascoltarli.
  • Musica ed editoria: cosa può imparare l’editoria dall’esperienza dell’industria musicale? Sasha Lazimbat parlerà della sua esperienza in entrambi i campi, mostrando più di un’intersezione tra i due ambiti.
  • Self publishing: come cambia il rapporto con gli autori nell’era in cui per chiunque è possibile accedere al mercato del libro? Cosa possono proporre gli editori per rendere ancora interessante e indispensabile il proprio ruolo? Molly Barton (Global Digital Director di Penguin USA), Richard Nash e David Miller ne discuteranno insieme.

NUOVI MODELLI DI BUSINESS

Se i tradizionali modelli di business non funzionano più nell’editoria che cambia, bisogna trovare idee e strategie per essere innovativi. Ne parleremo con aziende giovani e dinamiche: Henrik Berggen (Readmill), Justo Hidalgo (24symbols), Rochelle Grayson (Bookriff), Valla Vakili (Small Demons), progetti brillanti che possono aprire nuovi orizzonti.

COME ISCRIVERSI

Fino al 15 gennaio è possibile iscriversi alla conferenza, al workshop o a entrambi usufruendo dell’Early Bird: trovate sul sito tutte le informazioni per registrarvi.

Scritto il: 5 January 2012 | da: | Categorie: Eventi, Scenari, Su di noi | Tags: , , , | 0 Commenti »

Chi è il libraio digitale?

Il banco del libraio era nascosto dietro due scaffali disposti ad angolo. Era convinto che i clienti, entrando in una libreria, sperassero per prima cosa di vedere i libri.
Non era un libraio che la maggior parte di loro cercava.
Al libraio piaceva l’idea che i clienti si trovassero da soli di fronte a un oceano di libri, una marea, per la precisione, senza che nessuno li osservasse.
Gli piaceva l’idea che i libri esistessero anche senza di lui.
Si chiedeva se a piacergli non fosse l’idea stessa di non esistere.

(Il libraio, di Régis de Sá Moreira, edito da Aìsara)

Il mestiere del libraio è uno dei più affascinanti di sempre: è lui il mediatore tra il lettore e il libro perché è lui che conosce entrambi.
Certo, come richiama l’incipit del libro di de Sá Moreira, il lettore vuole avere a che fare innanzitutto con i libri, e un intermediario potrebbe quasi rompere la magia di un incontro lasciato un po’ all’intuizione e un po’ al caso.
Con l’aumento sconsiderato della mole di titoli pubblicati, però – no, non parliamo ancora di decrescita felice – se davvero il lettore vuole trovare il suo libro, il libro che fa per lui, ha bisogno di una guida che sappia ascoltarlo, che capisca i suoi gusti e che disponga di una grande quantità di informazioni sui titoli.

È per questo che ogni vorace lettore sente l’esigenza di qualcuno che lo accompagni alla scoperta del suo prossimo libro preferito. Ed è su questa esigenza che il profilo del libraio comincia ad assumere la fisionomia di un amico intimo.
Ernesto Ferrero descrive così Cesarino Branduani, storico libraio milanese che regnava nella vecchia Hoepli in corso Matteotti a Milano:

Arriva a leggere con l’attenzione di un critico le novità, conosce a uno a uno i gusti di clienti che diventano amici per la vita e li intrattiene per delle mezze ore, piazzando a colpo sicuro consigli mirati; e intanto mette da parte i titoli che di sicuro piacciono a questo o a quello, così quando passano se li trovano già «belli e pronti». Il Cesarino è persino più di un amico: è un parente, un confidente, un consigliere privato, uno psicoterapeuta. In ogni caso un divertimento. Non consiglia libri: li impone. I suoi giudizi sono perentori: «L’è bun», oppure senza mezzi termini, «L’è sbagliàa».

Era la prima metà del Novecento e Cesarino Branduani si imparava i cataloghi a memoria. I database informatici erano ancora una chimera e fare il libraio era come essere investito di un sacerdozio.

Nel 1982, quando le nuove tecnologie cominciano a giocare un ruolo importante, Tonino Bozzi – presentando il progetto della Scuola per Librai UEM al Circolo della Stampa – si chiedeva: «Qual è l’aspetto del libraio del futuro? Saranno gli occhiali a pince-nez di Cesarino Branduani o il camice bianco dell’esperto informatico a farcelo riconoscere?».

Senza arrivare alla “pulsione edipica delle librerie a uccidere il padre” – il libraio appunto – secondo una suggestione dello stesso Bozzi, oggi è chiaro che la figura quasi mistica del libraio tradizionale è una specie in via di estinzione, e non solo perché è disponibile una memoria migliore di quella umana.

Oltre all’innovazione tecnologica, è il nuovo assetto commerciale a ridimensionarne il ruolo. In un articolo scritto per la rivista francese Les cahiers du SLF dal titolo «Note sur la librairie italienne» Renzo Ginepro, responsabile commerciale delle edizioni Adelphi, così si esprime sull’argomento:

«All’articolazione periferica della responsabilità degli acquisti, della gestione dell’assortimento, da sempre affidata alle relazioni fra la direzione della libreria e i venditori delle case editrici, vengono preferiti accordi, trattative e prenotazioni di novità centralizzati. Ne discende il rischio assai concreto di un forte appiattimento della qualità e della profondità dell’offerta, condizionata dalla ricerca ossessiva di “margini” reddituali, scoraggiante verso una domanda che ancora si ostina a essere ramificata e poco docile al comando del marketing globale».

Sebbene in tale contesto il contributo personale del libraio potrebbe ancora fare la differenza (“non esiste venditore migliore di un libraio che ha davvero letto e apprezzato il libro che presenta”), il predominio delle catene e la grande distribuzione inibiscono la creatività dei suggerimenti di lettura, vincolandoli a criteri economici. Rocco Pinto, libraio torinese, rimpiangendo i librari come il solito Cesarino, stigmatizza il servizio che le grandi librerie, ormai concentrate solo sull’organizzazione di eventi, offrono ai loro clienti:

Consulenza e assistenza dei commessi alla clientela ridotte al minimo, incessante ricorso all’offerta di convenienze temporanee.

In questo assetto, il libraio è colui che trova nel nuovo sistema informatico di raccolta dati la posizione sullo scaffale del libro richiesto, la cui esistenza è quindi già nota al lettore.
In libreria, grazie al contributo del libraio, scopriamo la promozione, non una nuova lettura.

Con l’avvento dell’era digitale e il conseguente abbattimento dei costi di produzione, distribuzione e deposito, la coda lunga dei libri si rivela davvero lunghissima.

Ciò potrebbe far pensare a un’accentuazione del problema di “sovrapproduzione” e quindi a una sempre maggiore difficoltà che il fatidico incontro tra il lettore e il suo libro accada. Stiamo andando verso una ormai definitiva inutilità del libraio, da cui oggi meno che mai si può pretendere che legga tutti i titoli sul mercato?

Il quadro che si sta delineando è sorprendentemente diverso. Come spesso accade, vecchi ruoli trovano nuove incarnazioni.

Paradossalmente, la sempre maggiore quantità di titoli oggi disponibile in rete assomiglia alle piccole librerie indipendenti colme di pile di libri improbabili, più che ai grandi “supermercati” dell’editoria, progettati su misura per i best seller. Proprio come era per queste piccole librerie, una delle principali preoccupazioni del mercato digitale è la findability di un titolo – ma un buon libraio non basta più per risolvere il problema.

Per fare in modo che ogni lettore trovi il suo libro e ogni libro il suo lettore, ci si avvale di tecnologia avanzata e – grazie al web 2.0 – del contributo degli utenti.

Che cosa significa? Più eloquente di ogni spiegazione tecnica è l’episodio citato da Chris Anderson nel primo capitolo del suo celeberrimo La coda lunga:

Nel 1988, un alpinista britannico di nome Joe Simpson scrisse un libro intitolato Touching the Void, sconvolgente resoconto di una scalata quasi fatale sulle Ande peruviane. Nonostante le recensioni positive, l’opera ebbe un successo modesto, e finì presto nel dimenticatoio. Poi, dieci anni dopo, successe una cosa strana. Into Thin Air di Jon Krakauer, un altro libro su una tragedia alpina, divenne un caso editoriale. All’improvviso, Touching the Void ricominciò a vendere.
HarperCollins pubblicò in tutta fretta una nuova edizione per far fronte alla domanda. I librai cominciarono a esporlo insieme a Into Thin Air, e le vendite continuarono a salire. All’inizio del 2004, la IFC Films fece uscire un film ispirato al libro di Simpson, che ottenne delle buone recensioni. Poco dopo, HarperCollins diede alle stampe un’edizione tascabile rivista, che rimase per quattordici settimane nella classifica dei best-seller del “New York Times”. Alla metà del 2004, le vendite di Touching the Void surclassavano quelle di Into Thin Air con un rapporto maggiore di due copie a una.
Cos’era successo? Il passaparola online. Quando Into Thin Air venne pubblicato, alcuni lettori scrissero delle recensioni su Amazon evidenziando le similarità con il meno noto Touching the Void, che coprirono di lodi. Altri utenti lessero le recensioni, andarono a vedere il libro e lo aggiunsero al carrello della spesa. Ben presto il software dei librai online notò uno schema ricorrente nel comportamento dei clienti – «I lettori che compravano Into Thin Air compravano anche Touching the Void» – e cominciò a raccomandare i due libri accoppiati. La gente accettò il consiglio, concordò incondizionatamente, e scrisse ulteriori recensioni entusiastiche. Altre vendite, altre raccomandazioni “ad albero” – e un potente feedback positivo fece la sua comparsa.

È la cronaca della resurrezione di un libro ormai morto, che incontra nuovi appassinati lettori.
Quali fattori hanno reso possibile questo miracolo? La combinazione tra il contributo della community di lettori e il “software dei librai”.

Nell’era digitale, grazie all’aiuto tecnico di un recommendation engine, tutti noi lettori siamo un po’ librai. I nostri acquisti, le nostre valutazioni, le nostre recensioni, la nostra lista dei desideri consentono l’elaborazione di suggerimenti di nuove letture davvero su misura. Non solo, la condivisione delle nostre opinioni è un supporto anche per gli altri lettori.

Grazie all’integrazione della tecnologia di ContentWise nello store, Bookrepublic si sta preparando a fornire ai lettori un servizio che mette ciascuno di loro al centro della libreria: dalla homepage dedicata ai risultati di ricerca organizzati sulle preferenze personali; dalla lista dei nostri desideri alle classifiche stilate in base ai nostri feedback. E tanto altro.

Non è affatto vero che gli store online sono librerie senza librai: basandosi sulle abitudini e i pareri di lettori in carne e ossa, il sistema di raccomandazioni di ContentWise è tutt’altro che un freddo e arido meccanismo impersonale.

Se il libraio non può più essere un lettore, nel mondo digitale è il lettore a diventare libraio.

Scritto il: 25 August 2011 | da: | Categorie: Marketing Jokes, Store, Su di noi | 2 Commenti »

Bookpack: più ebook is megl che uan!

Abbiamo preso un termine informatico, il bundle, l’abbiamo unito al concetto di “invito alla lettura” e declinato in digitale, ed è nato il bookpack di Bookrepublic.
Un cofanetto di ebook che racchiude tutti i titoli di un autore o le saghe più avvincenti (o tutto quello che ci passa per la testa!) a un prezzo più basso. Per consentirti di arricchire la tua biblioteca digitale con un solo click e, perché no, risparmiare!
Se ci pensi, in fondo, il bookpack non è una novità. Pensa ai fast food: «se prende il panino, la bibita e il dolce, le conviene prendere il menù: risparmia». Oppure ai cofanetti di dischi o ai mitici Meridiani. Al di là del vantaggio economico c’è la possibilità di collezionare tutti i libri digitali dei tuoi autori preferiti, caricarli sul tuo reader e partire – più leggero – per il mare o la montagna.
Scaricare l’ebookpack è un gioco da ragazzi!
Ti basterà

  • scegliere il tuo preferito o quello che nonloleggeròmaimainfondosonocurioso
  • andare al carrello
  • procedere con l’acquisto: con solo click potrai scaricare tutti gli epub contenuti nel bookpack.

E non dimenticare che puoi anche regalarli e personalizzarli con una dedica!
Bookpack: perché più ebook is megl che uan! (lo recitava anche la pubblicità di noto gelato).
Il nostro incentivo alla lettura e il nostro modo per augurarti buone vacanze!

Ps: Bookrepublic non va in vacanza (per ora): per tutti i problemi puoi inviare una mail a customer [at] bookrepublic.it

Scritto il: 4 August 2011 | da: | Categorie: Store, Su di noi | 1 Commento »

Buon Compleanno Bookrepublic!

Il 15 luglio dello scorso anno nasceva il fantastico store di Bookrepublic, il primo a offrirvi la migliore selezione di libri digitali dell’editoria italiana indipendente e di qualità. In un anno Bookrepublic è cresciuta e migliorata, grazie anche tutti coloro che non solo ci lavorano ma che ci seguono, sempre fedelissimi.

È per questo che oggi possiamo dire: Buon Compleanno Bookrepublic!

Scritto il: 14 July 2011 | da: | Categorie: Su di noi | Tags: | 0 Commenti »