Tirare le somme

Abbiamo cercato di sintetizzare sullo store le nostre classifiche con i titoli più venduti del 2012, dove avete trovato conferme e sorprese: l’avreste mai detto per esempio che il saggio di Giuseppe Civati avrebbe scalato le classifiche? O quanto le scelte dei lettori di Bookrepublic rispecchiano le classifiche di fine anno di Corriere e Repubblica, per esempio?
Se siete curiosi, vi riepiloghiamo qui la classifica dell’inserto del Corriere La Lettura:
1) Emmanuel Carrère, Limonov (Adelphi)
2) Paolo Giordano, Il corpo umano (Mondadori)
3) Walter Siti, Resistere non serve a niente (Rizzoli)
4) Emanuele Trevi, Qualcosa di scritto (Ponte alle Grazie)
5) John Cheever, I racconti (Feltrinelli)
6) Alice Munro, Chi ti credi di essere? (Einaudi)
7) Alessandro Piperno, Inseparabili (Mondadori)
7) Neil MacGregor, La storia del mondo in 100 oggetti (Adelphi) [a pari merito]
9) Paul Auster, Diario d’inverno (Einaudi)
10) J. K. Rowling, Il seggio vacante (Salani)

Ed ecco invece i 10 selezionati e pubblicati sulla Repubblica a fine dicembre (tra cui Barnes e Busi, fuori di un soffio dalla Top Ten del Corriere):

1) Emmanuel Carrère, Limonov (Adelphi)
2) Julian Barnes, Il senso di una fine (Einaudi)
3) David Grossman, Caduto fuori dal tempo (Mondadori)
4) Tony Judt, Novecento – con Timothy Snyder (Laterza)
5) Julie Otsuka, Venivamo tutte per mare (Bollati Boringhieri)
6) Aldo Busi, El especialista de Barcelona, (Dalai editore)
7) J. K. Rowling, Il seggio vacante (Salani)
8) Rébecca Dautramer, Il piccolo teatro di Rébecca (Rizzoli)
9) Paolo Albani, I mattoidi italiani (Quodlibet)
10) Neil MacGregor, La storia del mondo in 100 oggetti (Adelphi)

In entrambe, il francese Carrère vince per distacco: e solo la pubblicazione nel secondo semestre gli ha probabilmente impedito di entrare di diritto anche nel cuore e nelle classifiche dei nostri lettori. Diamoci appuntamento con lui a fine anno, quando sarà lecito aspettarsi ritrovarlo in alto, un po’ come è stato per Open di Agassi, uscito nel 2011 ma che solo nel 2012 è diventato l’enorme successo che tutti conosciamo (nonostante l’assenza, ahinoi, di una versione digitale). Oppure come l’opera in due volumi di Murakami Haruki, 1Q84, che tra 2011 e 2012 ha stregato decine di migliaia di lettori.

Certo, le giurie dei due quotidiani non dicono tutto: il 2012 è stato senza dubbio alcuno l’anno delle Cinquanta sfumature, della definitiva consacrazione di Gramellini come narratore, delle inchieste vaticane di Nuzzi, della Dieta Dukan. E, a guardare le classifiche in controluce, persino del libro di Alessandro Del Piero.
E poi, ogni libro in classifica ne chiama altri all’appello: la riflessione di Auster sul corpo sembra rimare con il romanzo di Pennac, o la presenza di Alessandro Piperno, premiato allo Strega, ci ricorda di colpo il libro di Marcello Fois, in cinquina finale sia al Campiello sia allo Strega, fino poi a tutti gli altri, a chi magari ha vinto e chi no.
Per non dire dello strano fenomeno per cui i libri usciti nel primo semestre tendono a essere sempre i più trascurati: come ha fatto un libro come Stoner a essere dimenticato così facilmente? Se il libro di Williams è uscito troppo presto, viceversa quello di Paolo Cognetti, Sofia si veste sempre di nero, è forse uscito troppo tardi, per il maledetto giochino delle classifiche!

E citando Cognetti non possiamo dimenticare uno degli esperimenti più interessanti del suo editore, minimum fax: la versione ebook di Scatola nera, il racconto che Jennifer Egan ha scritto su Twitter, 140 caratteri alla volta.
O, per restare alla specificità della scrittura digitale, solo due esempi: il saggio breve Chiarelettere Original di Leonardo Tondelli, La scossa, sul terremoto in Emilia, e l’illuminante instant ebook de Linkiesta.it  che ha raccontato prima di tutti (tra i molti che facevano finta di non vedere) quanto sarebbe accaduto in modo dirompente a Parma e
dintorni.
Forme brevi, che anche grazie al digitale possono trovare i propri lettori meglio e più che in passato, fiction o non fiction: come ancora Cognetti sul suo blog ci ricorda, ”le storie di 10 pagine fanno accelerare il cuore”. Scrittori (ed editori) di racconti, fatevi sotto. I lettori ci sono.

E per il 2013, che cosa aspettarsi? Come ogni anno, si guarda spesso con curiosità alle stesse classifiche pubblicate all’estero, i cui titoli spesso arrivano l’anno successivo anche in Italia. E allora diamo un occhio a The Guardian, ai suggerimenti del New Yorker, o ai
100 migliori titoli del New York Times, puntualmente tradotti e raccontati dalla rivista Internazionale.

Infine, come ci ricordano anche gli amici di Finzioni, non sono solo tra quelli usciti nel 2012 i libri più belli che abbiamo letto nel 2012: quanti, magari proprio grazie al digitale, hanno (ri)scoperto Fitzgerald o Camus?

Del resto, voi lettori “veri”, sappiamo che vi organizzate per tempo e certo non aspettate la classifiche di fine anno: sul blog Gruppo di lettura il post che raccoglie nei commenti i consigli dei libri più belli dell’anno data addirittura febbraio 2012!

 

Scritto il: 15 January 2013 | da: | Categorie: Conversazioni, Store | 0 Commenti »

Rossella Calabrò: matrigna, dominatrice di opossum e autrice irresistibile

Chi bazzica in rete probabilmente si è già imbattuto in quella strana e affascinante creatura che è Rossella Calabrò.
Non ce ne vorrà l’autrice se la definiamo così, perché sappiamo bene quanto lei per prima ami le strane creature.
Copywriter e blogger, Rossella è orgogliosamente matrigna. E dalla sua esperienza sono nati diversi libri (tra cui Di matrigna ce n’è una sola disponibile in ebook), un seguitissimo blog su style.it e il Club delle Matrigne: dedicato a tutte le donne che hanno scelto compagni o mariti “di seconda mano” con figli avuti da altre, il club è attivo nella (ri)definizione di un ruolo finora considerato poco edificante ma dalla crescente importanza sociale.

Non finisce qui: di un’altra strana creatura si è occupata Rossella. Da sempre osservatrice e amante degli animali, la Calabrò non ha mai disdegnato nemmeno gli esemplari maschi del genere umano. Così ha potuto notare, forte della frequentazione dei quadrupedi e di numerosissime letture di etologia e zoologia, che gli uomini e gli opossum sono identici. Non nell’aspetto, ma nell’animo. Di questa sua scoperta ha discusso in Perché le donne sposano gli opossum?. Se anche voi avete notato che il vostro compagno, in caso di minaccia o conflitto, è abilissimo nel fingersi immediatamente morto, dovete assolutamente saperne di più sull’opossum e leggere questo libro.

Non paga, la vulcanica Rossella ha proseguito il suo percorso di indagine su i maschi della specie umana confrontandosi con l’ideale di maschio proposto da E.L. James.
Guardiamo Christian Grey. Per chi non lo sapesse: bellissimo, milionario, tormentato, un portento sotto le lenzuola (e sopra, e in tutti gli spazi circostanti…).
Guardiamo l’esemplare di maschio che abbiamo al nostro fianco. …
Qualcosa non vi torna? Allora non potete perdervi Cinquanta sbavature di Gigio. Anche se il Gigio ciabatta per casa indossando magliette decorate a olio (del brasato) e alle letture raffinate preferisce l’ultimo numero di Motociclismo, be’, ha qualcosa che Mr Grey non ha: riesce a farsi amare strappandoci un sorriso. E in questo, forse, ha imparato dalle donne brillanti come Rossella che gli stanno a fianco.

Scritto il: 3 August 2012 | da: | Categorie: Store | Tags: , , , | 2 Commenti »

Un grande passo per noi, un piccolo passo per l’umanità

Da qualche giorno nelle schede prodotto del nostro store è possibile visualizzare il numero di parole che compongono il testo degli ebook. Abbiamo aggiunto la possibilità di inserire questo dettaglio nella nostra piattaforma di distribuzione, in modo che gli editori possano inserire questa informazione e distribuirla a tutti gli store attraverso i metadati generati da exlibris.bookrepublic.it. Al momento solo alcuni ebook riportano questo dato ma contiamo che sempre più editori decidano di compilarlo per fornire il maggior numero di informazioni possibili ai lettori.

Scritto il: 13 March 2012 | da: | Categorie: Store, Su di noi | 3 Commenti »

Maigret in ebook: la collezione di tutte le inchieste!

Nell’intervista che Georges Simenon ha rilasciato a Giulio Nascimbeni il 18 maggio 1985, di Maigret ha detto:

«Di veramente mio gli ho dato una regola fondamentale della mia vita: comprendere e non giudicare perché ci sono soltanto vittime e non colpevoli. Gli ho dato anche i piaceri della pipa, ovviamente. E l’ assenza di figli perché, quando il personaggio è nato, non avevo ancora i quattro figli che poi ho avuto. Aggiungo che a Maigret ho dato un’altra regola: non bisognerebbe mai togliere all’essere umano la sua dignità personale. Umiliare qualcuno è il crimine peggiore di tutti».

Secondo lo studioso francese Michel Lemoine, Georges Simenon avrebbe dato vita a 9500 personaggi: le inchieste di Maigret ne raggruppano 1830, con 310 funzionari di polizia o della magistratura.

Ora abbiamo l’occasione di collezionare tutte le indagini del nostro commissario preferito a un prezzo eccezionale, grazie al digitale.

Adelphi ha infatto preparato una promozione per veri appassionati: ogni quarto lunedì del mese cinque nuovi ebook a soli 4,99€, nel rispetto dell’ordine di pubblicazione originale. Ma non solo: dal 23 Gennaio al 28 Gennaio è possibile scaricare gratuitamente il primo numero, Pietr il Lettone, e acquistare a soli 1,99€ L’impiccato di Saint-Pholien, La ballerina del Gai-Moulin, Il defunto signor Gallet e Il porto delle nebbie.

Approfittatene subito e non dimenticatevi l’appuntamento mensile!

Scritto il: 23 January 2012 | da: | Categorie: Store | Tags: , , , , | 0 Commenti »

Francis Scott Fitzgerald secondo minimum fax

Avete visto l’ultimo film di Woody Allen, Midnight in Paris?

Non è un caso che sia ambientato nella città più romantica d’Europa, se crediamo alla definizione di romanticismo di Amory Blaine, protagonista di Di qua dal paradiso, il romanzo d’esordio del ventitreenne Francis Scott Fitzgerald:


«Una persona sentimentale pensa che le cose dureranno, una persona romantica spera disperatamente che non durino.»

Crogiolarsi nel dolore della perdita celebrando un passato glorioso è esattamente quello che fa Gil Pender, protagonista del film di Woody, che – come Amory Blaine – alla sensazione preferisce sempre il ricordo della sensazione, quindi la sua ricostruzione. Chissà, forse è anche per questo che Francis Scott Fitzgerald in persona, insieme a un tourbillon di altri importanti autori della narrativa americana, è uno dei protagonisti di Midnight in Paris, come sempre in coppia con la sua mitica più che storica compagna, Zelda Sayre.

Scott e Zelda si sposarono nella cattedrale di St. Patrick di New York pochi giorni dopo l’uscita di Di qua dal paradiso, il 26 marzo 1920. Il pay-off della campagna di lancio del libro era:

«Un libro sulle flapper, scritto per i filosofi»

Minigonne, insomma, ma osservate dagli intellettuali. Il libro fu un grande successo di pubblico, ma, curiosità, era pieno di refusi: «Dei romanzi di merito, il più scorretto mai pubblicato», secondo Edmund Wilson.

Due anni dopo, alla seconda opera di Fitzgerald spetta una promozione altrettanto curiosa. È Zelda la prima a recensire il libro, affermando che

«Il giallo acceso della copertina sta benissimo con un abito blu o hènna, il formato lo rende invece adatto alla lettura nella lobby di un hotel, in attesa dell’appuntamento per il pranzo.»

Nessun blurb avrebbe potuto esprimere meglio lo spirito di Belli e Dannati: frivolezza e “abuso” della cultura sono le caratteristiche che più chiaramente emergono della coppia Anthony Patch e Gloria Gilbert, protagonisti del romanzo, così come della coppia Scott e Zelda.
Grazie al cinema, il lussuoso e spericolato stile di vita dei personaggi poteva essere sognato anche da chi non poteva permetterselo, e così Fitzgerald diventa il cantore di una nuova cultura giovanile riconosciuto da una moltitudine di lettori.

Ma non si può certo dire che fosse un mondo in cui si riconosceva appieno:

«È quello che sono sempre stato: un ragazzo povero in una città ricca, un ragazzo povero in una scuola per ricchi, un giovanotto povero in un club di studenti ricchi, a Princeton.
Non sono mai riuscito a perdonare ai ricchi il fatto d’essere ricchi, rabbuiando così la mia vita e tutte le mie opere.»

Questo genere di sentimento, già latente nelle opere precedenti, diviene pienamente consapevole in quello che è da tutti riconosciuto come il capolavoro assoluto di Fitzgerald: Il grande Gatsby.
Con il giudizio di T.S. Eliot («Mi pare rappresenti il primo passo avanti per la narrativa americana dai tempi di Henry James»), inizia a delinearsi uno scenario in cui al libro spetta un posto nella storia della narrativa anglosassone. Ma quando Fitzgerald morì, nel 1940, Gatsby aveva venduto poco più di 25.000 copie: “non seppe mai dell’impatto decisivo che Gatsby avrebbe avuto su Raymond Chandler, Jack Kerouac, Joan Didion, Murakami Haruki e su tanti altri anonimi lettori”, come ci ricorda Sara Antonelli, autrice della Prefazione al libro.

***

L’opera di Fitzgerald ha visto nuova luce nella sua versione italiana grazie a minimum fax, che ne ha affidato la traduzione delle opere a un gruppo di scrittori d’eccezione: Di qua dal paradiso è stato tradotto da Veronica Raimo, Belli e dannati da Francesco Pacifico, Il grande Gatbsy da Tommaso Pincio. Non solo, i libri (e ovviamente gli ebook) in questa edizione contengono apparati di qualità curati con attenzione da firme autorevoli, che approfondiscono molti dei temi e degli aneddoti di cui ha trattato questo post.

Puoi leggere tutto questo, insieme ai consigli di scrittura di Fitzgerald raccolti in Nuotare sott’acqua e trattenere il fiato, in un unico bookpack a soli 16,90€ invece di 23,60€.

Scritto il: 18 January 2012 | da: | Categorie: Store | Tags: , , , , , , | 0 Commenti »

“Per fortuna o purtroppo, vivo altrove.”

Avete visto? Tra le ultime realtà digitali approdate sullo store c’è un nuovo editore dalla consolidata tradizione cartacea, Bruno Mondadori. Vi consiglio di sfogliare i molti titoli del catalogo, ma in particolare vorrei segnalarvi Vivo altrove di Claudia Cucchiarato, un libro dalla bruciante attualità sull’Italia fuori dall’Italia.

Già, perché Claudia ci racconta le storie di tutti quei ragazzi che avrebbero potuto costruire un’Italia diversa, ma che l’hanno fatto altrove:

Tutte le storie che si trovano in questo libro potrebbe raccontarle una mappa. Quella dell’Europa unita. Ma anche quella delle rotte aeree, ferroviarie, marittime. Le rotte che in tanti hanno seguito nei secoli scorsi. E che continuano a seguire, oggi, i nostrani viaggiatori inquieti, eredi della diaspora del Novecento. Questo libro parla di loro. Di giovani italiani in viaggio, con una mappa in tasca. Non di cervelli in fuga. Non solo e non necessariamente. Parla di persone, spesso laureate, che prendono un volo low-cost, una nave o un treno e oltrepassano i confini del nostro paese con poche cose nello zaino e molte aspettative in testa. Non hanno la valigia di cartone, sono ben diversi dai protagonisti del “grande esodo” a cavallo tra Ottocento e Novecento, e non vedono l’espatrio come un obbligo. È una scelta. Scelgono coscientemente, puntando il dito sulla cartina, di andare altrove.

Un libro su una “generazione liquida” che si sente a casa in Europa, non in Italia, scritto grazie a testimonianze vere di esperienze vissute che l’autrice non ha smesso di raccogliere anche dopo la pubblicazione nel 2010. Esiste infatti il blog di Vivo altrove, dove anche voi, se volete, potrete condividere il vostro diario di viaggio personale.

Ad ogni modo, la domanda che solleva questo libro ha un’importanza crescente nel panorama internazionale che si sta delineando: possiamo ancora sentirci italiani, vogliamo ancora investire nel Bel Paese, o ormai l’Italia non esiste più come cara terra natìa e ci rispecchiamo di più in una certa idea di Europa?

“Ero convinto invece che “fuori” ci fosse un mondo migliore, migliore non solo di qualche grado, ma incomparabilmente. E la chiave era la cultura dell’Europa moderna.”

(Il dispatrio di Luigi Meneghello, Rizzoli, 1993)

Scritto il: 12 January 2012 | da: | Categorie: Store | Tags: , , , , , , | 0 Commenti »

Insulti, musica e magia con Vittorio Bongiorno

Non tutti i racconti di Natale iniziano con un bel “Fanculo”. Eppure Vittorio Bongiorno nel suo Io non so come te è riuscito a raccogliere in un’unica breve e intensa storia le classiche emozioni contraddittorie che suscita il Natale: la malinconia, la rabbia, l’affetto, la tristezza, la passione, le atmosfere cupe e le luci festose.

Chi conosce Vittorio sa che può esserci tutto questo e molto altro nelle sue parole. È proprio lui a dirci che questo racconto è in qualche modo “figlio” del suo romanzo Il Duka in Sicilia, uscito nell’estate 2011 per Einaudi Stile libero. Anche in quella storia ci sono musicisti in crisi, e liti tra padri e figli.

Io non so come te è il regalo di Bookrepublic per i suoi lettori, quindi se siete curiosi e volete aggiungere un ebook alla vostra libreria digitale, non dovete fare altro che scaricarlo gratuitamente.
Ma vi devo avvisare. Dopo aver concluso il racconto, durante un weekend di Dicembre a Londra, Vittorio ha incontrato davvero Noah, il bambino del racconto, anche se un po’ cresciuto… Guardate il filmato.

Coincidenza, suggestione o magia del Natale? …C’è forse differenza? Leggete e apritevi a un felice Natale 2011.

Scritto il: 23 December 2011 | da: | Categorie: Store | Tags: , | 0 Commenti »

Tutti i lettori sono uguali

«Leggere vuol dire sottrarsi. Rendersi irreperibili.»
È questa una verità che, quasi inconsapevolmente, Sir Kevin Scatchard – il segretario privato della regina – vomita stizzito addosso a Elisabetta II, da poco scopertasi vorace lettrice.
Di certo a un monarca non può essere concesso di «sottrarsi, rendersi irreperibile», e nemmeno di chiudersi in una ristretta intimità tra lettori.

Ma c’è un problema. «I libri se ne infischiano di chi li legge: tutti i lettori sono uguali», regine e lavapiatti, e ognuno di loro presto scopre che la lettura richiede una serie di compromessi, non sempre di poco conto.
E allora, che fare? Si può guarire dalla malattia del libro? O è un morbo che può trasformare chi lo contrae fino a renderlo addirittura… umano?

«È possibile che io mi stia trasformando in un essere umano. Non sono convinta che si tratti di un cambiamento auspicabile»

La sovrana lettrice di Alan Bennet è un libro che dovete assolutamente regalare a qualcuno che crede che leggere sia un passatempo o a chi, forse non del tutto a torto, vuole “guarirvi” se anche voi siete stati rapiti dalla mania del lettore. Nel caso in cui non dovesse bastare e ancora non vi capisse, potete sempre nominarlo presidente onorario dell’Università dell’Otago e levarvelo di torno.

Ancora per pochi giorni, La sovrana lettrice è disponibile in ebook su Bookrepublic con lo sconto del 20% se inserite il codice “fratelli”, senza virgolette, al momento dell’acquisto: solo 3,99€. Da non perdere.

Scritto il: 13 December 2011 | da: | Categorie: Store | Tags: , , | 0 Commenti »

Accoglienza e democrazia

Richiesti e Respinti è un interessante libro di Maurizio Ambrosini in cui l’autore considera l’accoglienza ai rifugiati il banco di prova delle democrazie. Come ne esce il nostro Paese da una disamina che adotti questo criterio?
Per rispondere a questa domanda occorre tenere in considerazione almeno tre linee guida fondamentali che permettono di fare chiarezza.

Innanzitutto, “la tensione tra il fabbisogno di manodopera immigrata e la resistenza sociale e politica ad ammetterlo”. Le esigenze di mercato sono infatti spesso un movente determinante nella violazione delle norme sull’immigrazione.

In secondo luogo, è d’obbligo un occhio particolare per guardare rifugiati e minoranze rom e sinti, poiché si tratta di casi in cui “viene facilmente meno anche la fragile accettazione economica dell’immigrato come portatore di forza lavoro”.

Infine, per tracciare un profilo dell’interazione tra migranti e società riceventi, non bisogna sottovalutare l’importanza di due nuovi attori sociali: i migranti che avviano attività indipendenti e i giovani di origine immigrata, ossia le cosiddette seconde generazioni.

Seguendo queste tre linee, Ambrosini propone al lettore un’analisi lucida e dettagliata che approda di fatto a una denuncia:

“Le persone che sbarcano sulle nostre coste vengono catalogate senza troppi distinguo come «clandestini», con assoluta noncuranza del fatto che una parte di loro venga poi ritenuta come meritevole di protezione politica o umanitaria”.

Richiesti e Respinti di Maurizio Ambrosini è da oggi disponibile a soli 3€ insieme a Le mille e una notte, grazie al bookpack in collaborazione con l’Unità.

Scritto il: 2 December 2011 | da: | Categorie: Store | Tags: | 0 Commenti »

Vecchi maschilisti e nuovi poveri

Tutti quelli che nelle ultime ore hanno letto l’articolo di Camillo Langone su Libero sperano che sia un troll. Si intitola: Togliete i libri alle donne, torneranno a fare figli. Sostiene che “se vogliamo riaprire qualche reparto maternità bisognerà risolversi a chiudere qualche facoltà”.

Ecco Camillo Langone è forse uno di quelli che più di altri dovrebbe leggere I nuovi poveri di Pierluigi Dovis e Chiara Saraceno (tanto lui può senza farsi alcuno scrupolo, appartiene al genere maschile).
Un libro che ci parla di vulnerabilità sociale, intesa come “esposizione concreta e oggettivamente reale di singole persone o di nuclei familiari al rischio di povertà in un contesto di vita ordinaria”. Il concetto di vulnerabilità sociale si allarga quindi fino a includere l’intera

“zona esistenziale in cui si sperimenta, dentro a un contesto di vita assolutamente ordinario e non già in partenza svantaggiato, una situazione problematica derivante dalla necessità di svolgere compiti sociali cruciali per la persona, in mancanza di una riserva adeguata di risorse o capacità, e di relazioni che possano fornire aiuto.” (Pierluigi Dovis).

Tra questi ovviamente “dare vita ai meccanismi fondamentali della riproduzione sociale, primo tra i compiti generativi che ogni essere umano vive in sé a tutti i livelli”.

Come ci ricorda anche Chiara Saraceno, co-autrice del libro in questione:

Al fondo, ciò che è offensivo nella povertà… è che chi è povero non ha un grado sufficiente di controllo sulla propria vita tramite l’esercizio del diritto di scelta.
(MacPherson, S. e R. Silburn, The Meaning and Measurement of Poverty, in Dixon, J. e D. Macarov, Poverty: A Persistent Global Reality, Routledge, Londra 1998.)

Ma continuiamo pure a discutere di quanto migliorerebbe la nostra società togliendo i libri alle donne e non preoccupiamoci di quanti siano i nuovi poveri e di come tentare di arginare le loro condizioni.

Scritto il: 1 December 2011 | da: | Categorie: Store | Tags: , , , , | 0 Commenti »