“Per fortuna o purtroppo, vivo altrove.”

Avete visto? Tra le ultime realtà digitali approdate sullo store c’è un nuovo editore dalla consolidata tradizione cartacea, Bruno Mondadori. Vi consiglio di sfogliare i molti titoli del catalogo, ma in particolare vorrei segnalarvi Vivo altrove di Claudia Cucchiarato, un libro dalla bruciante attualità sull’Italia fuori dall’Italia.

Già, perché Claudia ci racconta le storie di tutti quei ragazzi che avrebbero potuto costruire un’Italia diversa, ma che l’hanno fatto altrove:

Tutte le storie che si trovano in questo libro potrebbe raccontarle una mappa. Quella dell’Europa unita. Ma anche quella delle rotte aeree, ferroviarie, marittime. Le rotte che in tanti hanno seguito nei secoli scorsi. E che continuano a seguire, oggi, i nostrani viaggiatori inquieti, eredi della diaspora del Novecento. Questo libro parla di loro. Di giovani italiani in viaggio, con una mappa in tasca. Non di cervelli in fuga. Non solo e non necessariamente. Parla di persone, spesso laureate, che prendono un volo low-cost, una nave o un treno e oltrepassano i confini del nostro paese con poche cose nello zaino e molte aspettative in testa. Non hanno la valigia di cartone, sono ben diversi dai protagonisti del “grande esodo” a cavallo tra Ottocento e Novecento, e non vedono l’espatrio come un obbligo. È una scelta. Scelgono coscientemente, puntando il dito sulla cartina, di andare altrove.

Un libro su una “generazione liquida” che si sente a casa in Europa, non in Italia, scritto grazie a testimonianze vere di esperienze vissute che l’autrice non ha smesso di raccogliere anche dopo la pubblicazione nel 2010. Esiste infatti il blog di Vivo altrove, dove anche voi, se volete, potrete condividere il vostro diario di viaggio personale.

Ad ogni modo, la domanda che solleva questo libro ha un’importanza crescente nel panorama internazionale che si sta delineando: possiamo ancora sentirci italiani, vogliamo ancora investire nel Bel Paese, o ormai l’Italia non esiste più come cara terra natìa e ci rispecchiamo di più in una certa idea di Europa?

“Ero convinto invece che “fuori” ci fosse un mondo migliore, migliore non solo di qualche grado, ma incomparabilmente. E la chiave era la cultura dell’Europa moderna.”

(Il dispatrio di Luigi Meneghello, Rizzoli, 1993)

Scritto il: 12 January 2012 | da: | Categorie: Store | Tags: , , , , , , | 0 Commenti »

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