Amazon, l’Iva e l’Europa.

Come si chiama questa? Possibile che Amazon possa vendere in tutta Europa applicando un’IVA del 3%?

Vuol dire che tutti gli store italiani pagano un 21%, per ora, allo stato italiano su ogni vendita di ebook, mentre Amazon (e Apple) sulla vendita dello stesso ebook paga al granduca di Lussemburgo il 3%. Cioè, Amazon margina 18 punti percentuali in più.

Lo so, è cosa nota: ma forse noi europei dovremmo darci una mossa.

Aggiornamento

Grazie @lizcastro che ha twittato questo link dove si segnala una contestazione della Commissione Europea alla riduzione dell’IVA sugli ebook.

Riporto inoltre un commento di Andrew Rhomberg sull’argomento che mi sembra molto interessante: in presenza di un sistema di determinazione dei prezzi basato sull’agency model a guadagnarci dovrebbero essere gli editori.

Thus lowering VAT to 3% would increase publisher’s margin, not Amazon’s margin on ebooks under agency or any agency –like ararangement.

However under an ebook wholelsale model, Amazon is laughing all the way to the bank and will crush any … online retailer not using Luxembourg (just like with Jersey and CDs/DVDs years ago).

Scritto il: 3 January 2012 | da: | Categorie: Scenari | Tags: , | 7 Commenti »

7 Comments on “Amazon, l’Iva e l’Europa.”

  1. 1 Giacomo Brunoro said at 4:15 pm on January 3rd, 2012:

    Le cose in realtà sono diverse: se guardate bene, il disclaimer recita “Tassi di IVA, dove si applicano, variano per altri paesi”. Questo significa che l’IVA di default da aggiungere è calcolata sì al 3%, ma poi varia a seconda dell’iva applicata nei vari paesi in cui viene acquistato l’ebook e, infatti, se io seleziono come prezzo di vendita del mio ebook 2.60 euro per amazon.it il prezzo finale al pubblico sarà di 2.99 euro, proprio a causa dell’iva al 21%.
    Quindi anche Amazon, quando vende gli ebook sulla sezione .it del Kindle Store, paga l’IVA allo stato italiano al 21% proprio come gli altri store online.
    C’è di più: se io mi collego a amazon.com e acquisto dall’Italia pago comunque una sovrattassa dovuta al così detto VAT, e cioè l’IVA per gli acquisti extraterritoriali USA da parte di paesi in cui questa tassa è contemplata.

  2. 2 Alessandro said at 5:37 pm on January 3rd, 2012:

    E’ possibile avere un post di approfondimento di questo aspetto? E’ interessante l’intervento di Brunoro, ma possiamo qualcuno può indagare meglio?
    In ogni caso concordo con la chiusura dell’articolo: bisogna svegliarsi!
    Amazon non è imbattibile…

    Si può vincere con l’innovazione, la personalizzazione del servizio editoriale , e la conoscenza diretta del mercato editoriale italiano che Amazon non può avere fino in fondo.

    Ci aspetta un anno di lavoro intenso.
    @futurodeilibri

  3. 3 marcof said at 6:38 pm on January 3rd, 2012:

    @Alessandro- Premesso che tra i vari aspetti nei confronti dei quali Amazon (e Apple) non sono esempi di trasparenza c’è anche quello fiscale, un approfondimento è necessario, anche alla luce delle osservazioni di Giacomo.
    @ Giacomo- Credo che il calcolo dell’IVA al momento della determinazione del prezzo di un ebook che viene caricato su un determinato Kindle Store e l’IVA che Amazon paga su ogni transazione siano due componenti distinte. Mi risulta che tutti i Kindle Store europei facciano riferimento a una società lussemburghese ed è lì che Amazon paga le tasse. In altre parole, quando compro un ebook su Kindle Store Italia, ai fini fiscali è come se fossi in Lussemburgo.

  4. 4 Giacomo Brunoro said at 10:07 pm on January 3rd, 2012:

    @marcof
    Premesso che parlo solo per esperienza personale, credo che l’iva vari a seconda dei paesi da cui viene effettuato l’acquisto dato che (e questo è il vero scandalo!) l’Unione Europea non ha affatto una politica comune da questo punto di vista.
    Il fatto è che Amazon ragiona in termini basic come fanno sempre gli americani: ti dice di stabilire il prezzo su cui verrà calcolata la tua percentuale che non è pero quello di vendita finale (che varia appunto a seconda dell’Iva).
    Personalmente trovo molto più misterioso il sistema di ibooks che invece ragiona su cifra finale di vendita ma poi è molto più complicato il calcolo delle reali percentuali defiscalizzate.
    Quello che è certo è che la politica purtroppo è in ritardassimo rispetto alla realtà e da questo punto di vista non vedo segnali positivi all’orizzonte.

  5. 5 marcof said at 12:03 pm on January 5th, 2012:

    Riporto quanto mi ha riferito un esperto fiscale riguardo all’aliquota che Amazon paga sulle vendite di ebook dai Kindle Store europei ai cittadini UE:
    ” gli operatori economici UE (in pratica – salvo casistiche particolari – sono le società con sede in un paese UE) quando vendono a privati residenti in un qualsiasi paese UE fatturano con l’aliquota IVA del loro paese! (ad esempio se il fornitore ha sede in Lussemburgo allora applica il 3% sulle vendite a italiani, francesi, inglesi, lussemburghesi, …)”.
    Segnalo anche questo interessante post che evidenzia come alcuni grandi editori stiano cercando di negoziare con Amazon almeno parte del beneficio fiscale http://bookseller-association.blogspot.com/2011/12/santa-delivers-vat-present.html

  6. 6 Mara said at 3:39 pm on January 5th, 2012:

    In merito a questi argomenti, credo che il tutto sia regolato dalla VI Direttiva dell’Unione Europea che alla voce Aliquote dice proprio “…operazioni sono assoggettate all’imposta alle aliquote e alle condizioni stabilite dallo Stato membro di destinazione dei beni e dei servizi, nel rispetto dei valori fissati per il ravvicinamento delle aliquote dalle apposite direttive…..”
    Quindi se Amazon o chiunque altro vende in Italia applica l’IVA al 21%. Poi, attraverso moduli appositi della Agenzia delle Entrate dovrebbe provvedere a versarla allo Stato Italiano.
    Grazie. Mara

  7. 7 marcof said at 4:05 pm on January 5th, 2012:

    @Mara- Credo che tu ti riferisca al “commercio elettronico indiretto”, ossia ordini fatti via internet con successiva consegna “fisica” di un oggetto.
    Gli ebook sono servizi e quindi fanno riferimento alle regole del “commercio elettronico diretto” che sono completamente diverse.


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