Inside the List #11

Agosto libro mio non ti conosco. Preferisco l’ebook.

In quella che alcuni hanno definito come la calda estate digitale, la classifica degli ebook più venduti nel mese di agosto si discosta non poco da quella del cartaceo: pur condividendone i generi (perlopiù gialli e chick lit) e qualche titolo, quello che balza agli occhi è la presenza degli editori indipendenti nella top ten digitale. La ragione è facilmente intuibile: le librerie online – e il web per sua stessa natura – consentono pari visibilità a tutti gli editori.

[Avvistamenti]

Guadagna il podio di agosto Area 51. Tutta la verità, il saggio scritto da un collettivo internazionale di giornalisti, celati dietro l’appellativo di Wiki Brigades, che cerca di fare chiarezza su tutte le zone d’ombra che circondano l’area militare più famosa (e più misteriosa) di tutti i tempi. Un ebook per scettici, credenti e curiosi.

[Misteri]

Al secondo posto L’ultima risposta di Einstein. Tradotto in dodici lingue, acclamato dalla critica, vincitore del premio Premio de Novela Ciudad de Torrevieja e premiato dai lettori tradizionali, continua ad essere (da mesi ormai) il romanzo preferito anche da quelli digitali. Il thriller ad altissima tensione (che è anche una storia d’amore tra lo scienziato e Mileva Albert), scritto da Álex Rovira Celma e Francesc Miralles, regna sovrano nella nostra classifica.

[Segreti]

Sociopatico, egocentrico, fanatico del controllo, spirito elitario e antimaterialista che però sforna prodotti di massa a prova di stupido, veicolati attraverso “grossolana” pubblicità. Nonostante tutto, il fondatore (e ora ex AD) della Apple è venerato come un dio. Non c’è da stupirsi se tanti lettori cercano di entrare Nella testa di Steve Jobs. Un libro che nel corso dei mesi ha visto poche contratture nella vendita. Chissà se in qualche modo la presenza quasi magica dell’ex pirata di Silicon Valley c’entra qualcosa.

[Segreti - 2]

All’ottava posizione si colloca invece il manuale su OS X 10.7, nome in codice Lion, l’ultima incarnazione del sistema operativo Apple. Un ebook sulle novità introdotte, che colpiscono profondamente l’interfaccia. A riprova del fatto che la mela vende sempre.

[Enigma]

Come quello che cercano di svelare la figlia, suor Beatrice, un Cavaliere Templare e un medico iniziano. Il sommo poeta è davvero stato ucciso dalla malaria, come tutti a Ravenna credono? Al quarto posto Il libro segreto di Dante, un thriller in cui Fioretti indaga sulla morte del poeta con una squadra degna dei Ris.

[Monnezza]

E non ai Ris, ma a un giornalista un pò goffo tocca indagare sulle morti di alcuni netturbini napoletani. Un serial killer analfabeta e un clochard che adotta un sachetto della spazzatura (“Ho adottato un sacchetto, si chiama Alfonso. (…) Alfonso era l’unica sicurezza. Sapevo che l’avrei rivisto anche il giorno dopo, e quello dopo ancora, e che prima o poi sarebbe stato lui a seppellire me…”) sono i protagonisti del divertente giallo Sirial Ciller, all’ottavo posto nella nostra top ten.

[Miscela]

Al settimo invece Il profumo del tè e dell’amore, il secondo libro di Fiona Neill (autrice del fortunato Mamme sull’orlo di una crisi di nervi), divertente cocktail di scandali, inganni e dimostrazioni di lealtà, un romanzo che indaga le insidie del matrimonio e dell’amicizia.

[Consiglio]

La voce di un autore tradizionale, anzi, di un Autore Normale (come si autodefinisce) che ha detto basta al mondo editoriale tradizionale. E lo grida con un ebook dalla quinta posizione: Diario segreto di un Autore. Pubblicati da solo! Un libro che racconta, come “un giallo incalzante”, tutto ciò che c’è dietro le quinte dell’editoria e tutto quello che uno scrittore (ma anche un lettore) dovrebbe sapere.

[Freddo]

Chiudono la classifica due gialli che il freddo ce l’hanno dentro: L’uomo con la faccia da assassino, il primo romanzo della serie ideata da Rönkä Matti che vede protagonista Viktor Kärppä. Ambientato ad Helsinki, Tallin e in Russia, è un insolito e romantico noir finlandese dall’atmosfera post-sovietica che, primo nel suo genere, indaga i rapporti che collegano le regioni baltiche alla Russia.

In coda alla classifica Nemesi, la seconda avventura del detective norvegese Harry Hole, il cavaliere solitario, alcolista periodico, assolutamente contrario a qualsiasi forma di autorità, creato dalla penna di Jo Nesbo.

[Curiosità]

Agosto è stato il mese dei bookpack, le raccolte di ebook che racchiudono i titoli dei grandi autori, le saghe più avvincenti e i percorsi di lettura a un prezzo scontato. Una notizia per tutti i curiosi: quello che ha venduto di più è stato il bookpack dedicato a Philip K. Dick.

Scritto il: 31 August 2011 | da: | Categorie: Store | Tags: , , , | 1 Commento »

Chi è il libraio digitale?

Il banco del libraio era nascosto dietro due scaffali disposti ad angolo. Era convinto che i clienti, entrando in una libreria, sperassero per prima cosa di vedere i libri.
Non era un libraio che la maggior parte di loro cercava.
Al libraio piaceva l’idea che i clienti si trovassero da soli di fronte a un oceano di libri, una marea, per la precisione, senza che nessuno li osservasse.
Gli piaceva l’idea che i libri esistessero anche senza di lui.
Si chiedeva se a piacergli non fosse l’idea stessa di non esistere.

(Il libraio, di Régis de Sá Moreira, edito da Aìsara)

Il mestiere del libraio è uno dei più affascinanti di sempre: è lui il mediatore tra il lettore e il libro perché è lui che conosce entrambi.
Certo, come richiama l’incipit del libro di de Sá Moreira, il lettore vuole avere a che fare innanzitutto con i libri, e un intermediario potrebbe quasi rompere la magia di un incontro lasciato un po’ all’intuizione e un po’ al caso.
Con l’aumento sconsiderato della mole di titoli pubblicati, però – no, non parliamo ancora di decrescita felice – se davvero il lettore vuole trovare il suo libro, il libro che fa per lui, ha bisogno di una guida che sappia ascoltarlo, che capisca i suoi gusti e che disponga di una grande quantità di informazioni sui titoli.

È per questo che ogni vorace lettore sente l’esigenza di qualcuno che lo accompagni alla scoperta del suo prossimo libro preferito. Ed è su questa esigenza che il profilo del libraio comincia ad assumere la fisionomia di un amico intimo.
Ernesto Ferrero descrive così Cesarino Branduani, storico libraio milanese che regnava nella vecchia Hoepli in corso Matteotti a Milano:

Arriva a leggere con l’attenzione di un critico le novità, conosce a uno a uno i gusti di clienti che diventano amici per la vita e li intrattiene per delle mezze ore, piazzando a colpo sicuro consigli mirati; e intanto mette da parte i titoli che di sicuro piacciono a questo o a quello, così quando passano se li trovano già «belli e pronti». Il Cesarino è persino più di un amico: è un parente, un confidente, un consigliere privato, uno psicoterapeuta. In ogni caso un divertimento. Non consiglia libri: li impone. I suoi giudizi sono perentori: «L’è bun», oppure senza mezzi termini, «L’è sbagliàa».

Era la prima metà del Novecento e Cesarino Branduani si imparava i cataloghi a memoria. I database informatici erano ancora una chimera e fare il libraio era come essere investito di un sacerdozio.

Nel 1982, quando le nuove tecnologie cominciano a giocare un ruolo importante, Tonino Bozzi – presentando il progetto della Scuola per Librai UEM al Circolo della Stampa – si chiedeva: «Qual è l’aspetto del libraio del futuro? Saranno gli occhiali a pince-nez di Cesarino Branduani o il camice bianco dell’esperto informatico a farcelo riconoscere?».

Senza arrivare alla “pulsione edipica delle librerie a uccidere il padre” – il libraio appunto – secondo una suggestione dello stesso Bozzi, oggi è chiaro che la figura quasi mistica del libraio tradizionale è una specie in via di estinzione, e non solo perché è disponibile una memoria migliore di quella umana.

Oltre all’innovazione tecnologica, è il nuovo assetto commerciale a ridimensionarne il ruolo. In un articolo scritto per la rivista francese Les cahiers du SLF dal titolo «Note sur la librairie italienne» Renzo Ginepro, responsabile commerciale delle edizioni Adelphi, così si esprime sull’argomento:

«All’articolazione periferica della responsabilità degli acquisti, della gestione dell’assortimento, da sempre affidata alle relazioni fra la direzione della libreria e i venditori delle case editrici, vengono preferiti accordi, trattative e prenotazioni di novità centralizzati. Ne discende il rischio assai concreto di un forte appiattimento della qualità e della profondità dell’offerta, condizionata dalla ricerca ossessiva di “margini” reddituali, scoraggiante verso una domanda che ancora si ostina a essere ramificata e poco docile al comando del marketing globale».

Sebbene in tale contesto il contributo personale del libraio potrebbe ancora fare la differenza (“non esiste venditore migliore di un libraio che ha davvero letto e apprezzato il libro che presenta”), il predominio delle catene e la grande distribuzione inibiscono la creatività dei suggerimenti di lettura, vincolandoli a criteri economici. Rocco Pinto, libraio torinese, rimpiangendo i librari come il solito Cesarino, stigmatizza il servizio che le grandi librerie, ormai concentrate solo sull’organizzazione di eventi, offrono ai loro clienti:

Consulenza e assistenza dei commessi alla clientela ridotte al minimo, incessante ricorso all’offerta di convenienze temporanee.

In questo assetto, il libraio è colui che trova nel nuovo sistema informatico di raccolta dati la posizione sullo scaffale del libro richiesto, la cui esistenza è quindi già nota al lettore.
In libreria, grazie al contributo del libraio, scopriamo la promozione, non una nuova lettura.

Con l’avvento dell’era digitale e il conseguente abbattimento dei costi di produzione, distribuzione e deposito, la coda lunga dei libri si rivela davvero lunghissima.

Ciò potrebbe far pensare a un’accentuazione del problema di “sovrapproduzione” e quindi a una sempre maggiore difficoltà che il fatidico incontro tra il lettore e il suo libro accada. Stiamo andando verso una ormai definitiva inutilità del libraio, da cui oggi meno che mai si può pretendere che legga tutti i titoli sul mercato?

Il quadro che si sta delineando è sorprendentemente diverso. Come spesso accade, vecchi ruoli trovano nuove incarnazioni.

Paradossalmente, la sempre maggiore quantità di titoli oggi disponibile in rete assomiglia alle piccole librerie indipendenti colme di pile di libri improbabili, più che ai grandi “supermercati” dell’editoria, progettati su misura per i best seller. Proprio come era per queste piccole librerie, una delle principali preoccupazioni del mercato digitale è la findability di un titolo – ma un buon libraio non basta più per risolvere il problema.

Per fare in modo che ogni lettore trovi il suo libro e ogni libro il suo lettore, ci si avvale di tecnologia avanzata e – grazie al web 2.0 – del contributo degli utenti.

Che cosa significa? Più eloquente di ogni spiegazione tecnica è l’episodio citato da Chris Anderson nel primo capitolo del suo celeberrimo La coda lunga:

Nel 1988, un alpinista britannico di nome Joe Simpson scrisse un libro intitolato Touching the Void, sconvolgente resoconto di una scalata quasi fatale sulle Ande peruviane. Nonostante le recensioni positive, l’opera ebbe un successo modesto, e finì presto nel dimenticatoio. Poi, dieci anni dopo, successe una cosa strana. Into Thin Air di Jon Krakauer, un altro libro su una tragedia alpina, divenne un caso editoriale. All’improvviso, Touching the Void ricominciò a vendere.
HarperCollins pubblicò in tutta fretta una nuova edizione per far fronte alla domanda. I librai cominciarono a esporlo insieme a Into Thin Air, e le vendite continuarono a salire. All’inizio del 2004, la IFC Films fece uscire un film ispirato al libro di Simpson, che ottenne delle buone recensioni. Poco dopo, HarperCollins diede alle stampe un’edizione tascabile rivista, che rimase per quattordici settimane nella classifica dei best-seller del “New York Times”. Alla metà del 2004, le vendite di Touching the Void surclassavano quelle di Into Thin Air con un rapporto maggiore di due copie a una.
Cos’era successo? Il passaparola online. Quando Into Thin Air venne pubblicato, alcuni lettori scrissero delle recensioni su Amazon evidenziando le similarità con il meno noto Touching the Void, che coprirono di lodi. Altri utenti lessero le recensioni, andarono a vedere il libro e lo aggiunsero al carrello della spesa. Ben presto il software dei librai online notò uno schema ricorrente nel comportamento dei clienti – «I lettori che compravano Into Thin Air compravano anche Touching the Void» – e cominciò a raccomandare i due libri accoppiati. La gente accettò il consiglio, concordò incondizionatamente, e scrisse ulteriori recensioni entusiastiche. Altre vendite, altre raccomandazioni “ad albero” – e un potente feedback positivo fece la sua comparsa.

È la cronaca della resurrezione di un libro ormai morto, che incontra nuovi appassinati lettori.
Quali fattori hanno reso possibile questo miracolo? La combinazione tra il contributo della community di lettori e il “software dei librai”.

Nell’era digitale, grazie all’aiuto tecnico di un recommendation engine, tutti noi lettori siamo un po’ librai. I nostri acquisti, le nostre valutazioni, le nostre recensioni, la nostra lista dei desideri consentono l’elaborazione di suggerimenti di nuove letture davvero su misura. Non solo, la condivisione delle nostre opinioni è un supporto anche per gli altri lettori.

Grazie all’integrazione della tecnologia di ContentWise nello store, Bookrepublic si sta preparando a fornire ai lettori un servizio che mette ciascuno di loro al centro della libreria: dalla homepage dedicata ai risultati di ricerca organizzati sulle preferenze personali; dalla lista dei nostri desideri alle classifiche stilate in base ai nostri feedback. E tanto altro.

Non è affatto vero che gli store online sono librerie senza librai: basandosi sulle abitudini e i pareri di lettori in carne e ossa, il sistema di raccomandazioni di ContentWise è tutt’altro che un freddo e arido meccanismo impersonale.

Se il libraio non può più essere un lettore, nel mondo digitale è il lettore a diventare libraio.

Scritto il: 25 August 2011 | da: | Categorie: Marketing Jokes, Store, Su di noi | 1 Commento »

La pirateria come strumento di marketing editoriale

Nonostante il rischio pirateria sia una delle preoccupazioni principali suscitate dalla diffusione degli ebook, il fenomeno è più complesso e sfaccettato di quanto siano portati a pensare coloro che si limitano a tacciarla come un’attività illegale tra le altre, quando non lo è.

Come spiega il giurista Guido Rossi nel suo Il gioco delle regole, Adelphi 2006:

Da un punto di vista legale occorre innanzitutto capire se la pirateria, che potrebbe essere parificata al furto, debba essere valutata diversamente a seconda che il bene aggredito sia materiale o immateriale. La masterizzazione di un cd non comporta alcuna sottrazione degli esemplari destinati alla vendita, mentre il furto sì.

La differenza è sostanziale: la pirateria digitale non sottrae materialmente copie alla vendita, bensì allarga il mercato.

Lo ha capito bene Bill Gates quando si è reso conto che sul vastissimo mercato cinese circolavano sempre più copie pirata di Windows e, diversamente dalla prassi abituale, non ha chiesto l’intervento del governo americano. La pirateria, consentendo una rapida diffusione del sistema operativo, instaurava un circolo virtuoso: più persone usavano Microsoft, più questo si imponeva come standard, più persone avrebbero utilizzato Microsoft. La conseguenza? Un aumento delle vendite.

Paragonando la pirateria al furto non si può cogliere quello che è un punto fondamentale: non è detto che a un ebook piratato corrisponda sempre un ebook invenduto.

Finora, in Italia, si parla di pirateria principalmente discutendo dell’adozione, da parte dei grandi editori, dell’Adobe DRM come forma di protezione dei diritti, discussione che ha recentemente coinvolto anche un hacker in prima persona.

Ma il follow-up del Secondo Congresso Internacional CBL do Livro Digital, tenutosi a San Paolo a fine Luglio, ha stimolato interventi particolarmente innovativi sul tema della pirateria nel dibattito editoriale internazionale di Agosto, che ormai non possono non avere risonanza anche in Italia.

L’osservazione di partenza, emersa dal panel brasiliano, è rivoluzionaria nella sua ovvietà: la pirateria dimostra, quanto meno, che esiste la domanda di un prodotto, il libro piratato, che non viene soddisfatta dal mercato. Si tratta di un segnale che non può essere ignorato dall’editore, perché anche quel tipo di attenzione sul titolo potrebbe essere capitalizzata.

Tale considerazione, riportata da Edward Nawotka su Publishing Perspectives, è ricca di spunti di riflessione e di conseguenze disruptive: e se la pirateria aiutasse a vendere libri?
Il modo in cui Nawotka lancia la sua provocazione non lascia dubbi: “È meglio vendere 100 copie senza che nessuna venga piratata o venderne 1000 con altre 9000 copie pirata in circolazione?”.

In Italia, il primo a riconoscere una certa logica in quello che possiamo divertirci a definire “hackerting”, dalla crasi di hacker e marketing, è stato Giuseppe Granieri, che su La Stampa ha osservato:

Negli Stati Uniti il mantra recita che «il tuo nemico è l’oscurità», e per far uscire un libro dall’oscurità serve farlo circolare. Nell’ambiente ci sono da tempo rumors di autori anche famosi che piratano da soli il loro libro per farlo conoscere. Non ci sono dati, ovviamente, ma almeno in teoria la cosa ha un senso. E spiega la logica della domanda inziale di Ed Nawotka.

Se alcuni autori decidono di diffondere la versione piratata del proprio libro, allora non si tratta soltanto di una potenziale fonte di informazione per scovare una domanda latente: la pirateria potrebbe davvero essere sfruttata come un vero e proprio strumento di marketing.

Se volessimo raccogliere questa provocazione, potremmo iniziare ad approfondire il tema attraverso la classifica dei cinque libri più piratati, proposta da Nate Hoffelder su ebooknewser e aggiornata ogni giovedì. Ovviamente riguarda il mercato anglofono, non essendoci per ora dati sulla pirateria degli ebook in Italia, ma non per questo è meno interessante.

(Se vi state chiedendo come fa Nate a raccogliere queste informazioni, la fonte citata è The Pirate Bay, un sito che dall’Italia risulta bloccato dalla Guardia di Finanza).

Ecco i titoli che stanno dominando le classifiche settimanali di Agosto:

1. Never Be Lied to Again: How to Get the Truth In 5 Minutes Or Less
2. How to Win Every Argument : The Use and Abuse of Logic
3. Men’s Fitness – 12 Minute Workout
4. 101 Small Business Ideas for Under $5000
5. The 200 Best Home Businesses: Easy To Start, Fun To Run

Quali conclusioni possiamo trarre da questa top five?

Un lettore di ebooknewser commenta:

Tutti i titoli piratati della classifica attrarrebbero solo le persone tagliate fuori, volenti o nolenti, dalla realtà:
1. Non puoi ottenere sempre la verità, tanto meno in cinque minuti
2. Non puoi avere la meglio in ogni discussione
3. 12 minuti non sono abbastanza per un vero allenamento
4. Non puoi avviare una piccola azienda decente con meno di 5000 dollari
5. Un home businesses, come ogni altro business, richiede un sacco di lavoro, è difficile da promuovere, e, per quanto emotivamente gratificante, non è per niente “fun to run”.

Un’altra lettrice colpisce al cuore: “Come lettrice e bibliotecaria attenta al mondo degli ebook, credo che questa classifica ci porti direttamente a una conclusione: i pirati sono maschi”.

Battute a parte, quello che l’indagine di Nate mette in luce è una costante presenza nella top five di guide e manuali tecnici. La narrativa, il genere che domina le classifiche ufficiali, è completamente assente. La prima conclusione che si può trarre dai titoli degli ebook più piratati è forse la seguente:

Sembra che la narrativa, la categoria di ebook più venduta in assoluto, sia anche la meno piratata.

Che rapporto c’è tra i titoli più piratati e i titoli più venduti? E quale tra copie vendute e copie piratate dello stesso titolo?

I segnali che arrivano dal sottobosco illegale lasciano aperta una nuova sfida per gli editori: la possibilità di instaurare un circolo virtuoso tra numero di copie illegali e numero di copie vendute.

Scritto il: 22 August 2011 | da: | Categorie: Marketing Jokes | Tags: , | 3 Commenti »

Bookpack: più ebook is megl che uan!

Abbiamo preso un termine informatico, il bundle, l’abbiamo unito al concetto di “invito alla lettura” e declinato in digitale, ed è nato il bookpack di Bookrepublic.
Un cofanetto di ebook che racchiude tutti i titoli di un autore o le saghe più avvincenti (o tutto quello che ci passa per la testa!) a un prezzo più basso. Per consentirti di arricchire la tua biblioteca digitale con un solo click e, perché no, risparmiare!
Se ci pensi, in fondo, il bookpack non è una novità. Pensa ai fast food: «se prende il panino, la bibita e il dolce, le conviene prendere il menù: risparmia». Oppure ai cofanetti di dischi o ai mitici Meridiani. Al di là del vantaggio economico c’è la possibilità di collezionare tutti i libri digitali dei tuoi autori preferiti, caricarli sul tuo reader e partire – più leggero – per il mare o la montagna.
Scaricare l’ebookpack è un gioco da ragazzi!
Ti basterà

  • scegliere il tuo preferito o quello che nonloleggeròmaimainfondosonocurioso
  • andare al carrello
  • procedere con l’acquisto: con solo click potrai scaricare tutti gli epub contenuti nel bookpack.

E non dimenticare che puoi anche regalarli e personalizzarli con una dedica!
Bookpack: perché più ebook is megl che uan! (lo recitava anche la pubblicità di noto gelato).
Il nostro incentivo alla lettura e il nostro modo per augurarti buone vacanze!

Ps: Bookrepublic non va in vacanza (per ora): per tutti i problemi puoi inviare una mail a customer [at] bookrepublic.it

Scritto il: 4 August 2011 | da: | Categorie: Store, Su di noi | 1 Commento »