Bookrepublic, Bluefire e l’iPad

Thanks to YellowDog

La notizia: Bookrepublic è il primo store internazionale a essere disponibile direttamente su Bluefire, applicazione per iPad e iPhone sviluppata da una società di Seattle.

La buona notizia per chi legge su questi dispositivi: dal 23 dicembre a mezzanotte possono scaricare i (quasi) 5mila ebook (in italiano) presenti su Bookrepublic e leggerli tutti direttamente sul reader di Bluefire. Sì, anche quelli protetti da Adobe DRM si possono scaricare e leggere senza passare da Adobe Digital Editions e da un PC.

Come si fa:

  1. si scarica l’applicazione Bluefire da iTunes (è gratis);
  2. la si autentica con il proprio ID Adobe per poter leggere anche gli ebook protetti con Adobe DRM; se non l’avete potete registrarvi qui o direttamente via Bluefire, toccando “Info” dal menu in basso;
  3. si tocca “Get Books” nel menù in basso;
  4. scrollare in basso fino agli “International Bookstores”
  5. cliccare su Bookrepublic, scegliere l’ebook da scaricare e procedere al pagamento fino al download.

L’ebook potrà essere scaricato direttamente sul reader di Bluefire e leggere immediatamente.

Siamo felici di questo accordo. Continueremo a lavorare per cercare di essere sempre un po’ più avanti, per realizzare soluzioni (o trovarle in giro per il mondo) e regalare un servizio ogni giorno migliore: è il nostro proposito per il 2011.

Auguri a tutti!

Scritto il: 25 December 2010 | da: | Categorie: Su di noi | Tags: , | 6 Commenti »

Auguri!

Lo staff di Bookrepublic

vi augura un buon Natale e un 2011 tutto da leggere!

Scritto il: 24 December 2010 | da: | Categorie: Su di noi | 2 Commenti »

Una bussola per tenere il passo

Tenersi informati sulle novità dell’editoria digitale può diventare un lavoro a tempo pieno: le sfaccettature dell’argomento sono tali e tante che è facile sentirsi disorientati. Come fare allora per riuscire a non perdere la bussola? Proviamo a darvi qualche suggerimento.

Dove informarsi?

L’habitat naturale dell’editoria digitale è la Rete. Possiamo trovare diversi tipi di fonti di informazione, con gli stili comunicativi più disparati: scegliamo quelli che si adattano di più alle nostre esigenze del momento, a seconda del tempo che abbiamo per leggere e della specificità di quello che abbiamo bisogno di conoscere.

Scegliere i campi di interesse

Certo, la tentazione di tenersi informati su tutto è forte. Ma diciamoci la verità, anche a scuola avevamo la nostra materia preferita. A qualcuno interesserà sapere tutto degli esperimenti editoriali digitali, ad altri avere informazioni precise sull’andamento del mercato, altri ancora vorranno seguire le discussioni più tecniche. Nessuno di questi argomenti prescinde dagli altri, ma per essere davvero informati su qualcosa occorre concentrare l’attenzione su un campo specifico e provare a seguirlo su più fronti.

Robe da smanettoni (lo dice la categoria del post!)

Diciamo che ci interessa in particolar modo tenerci informati sugli aspetti produttivi degli ebook (sì, lo ammetto, ho voluto giocare in casa). Da dove cominciare? Ecco alcuni spunti.

BLOG | Esistono diversi blog dedicati agli aspetti tecnici della produzione. Vorrei segnalarvene due in particolare:

  1. blog.threepress.org: threepress è una società specializzata in servizi e produzione di software per l’editoria digitale, con un’attenzione spiccata verso gli standard e il software open source;
  2. pigsgourdsandwikis.com: il blog di Liz Castro, esperta autrice di bestseller su HTML, XHTML e CSS, e al centro di utilissime discussioni tecniche riguardo i formati degli ebook, ePub in testa.

Per non rischiare di dimenticarvi di leggere l’ultimo post del vostro blog preferito vi consiglio di scegliere un buon client rss: qui trovate un elenco dettagliatissimo da cui scegliere.

TWITTER | Seguire le conversazioni tecniche su Twitter è uno dei metodi più efficaci per rimanere davvero informati sulle ultime novità. Avete diversi modi per farlo:

  1. hashtag: ce ne sono diversi interessanti. Uno dei più utili è senza dubbio #eprdctn che raduna link, problemi e soluzioni espressi in 140 caratteri;
  2. liste: possono essere un modo molto semplice per seguire un insieme di persone che parlano di argomenti comuni. Potete seguire quelle create da altri utenti simili a voi, ma la maniera più efficace è costruire le proprie seguendo la specificità degli interessi personali;
  3. installare un client: così come è facile dimenticarsi di controllare gli aggiornamenti dei blog preferiti, anche per Twitter e gli altri social network è molto utile appoggiarsi a un client che si occupi di avvisarci ogni volta che ci sono nuovi messaggi riguardo gli argomenti che seguiamo. Hootsuite e TweetDeck sono due ottimi esempi.
Scritto il: 16 December 2010 | da: | Categorie: Robe da smanettoni | Tags: , , , , | 0 Commenti »

12/12/69: il Dies Irae

Milano. 12 dicembre 1969, ore 16,37. Un ordigno contenente sette chili di tritolo esplose nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana, provocando la morte di diciassette persone e il ferimento di altre ottantotto. Una seconda bomba, rinvenuta inesplosa nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala, fu fatta brillare dopo i rilievi. Pochi minuti più tardi ne scoppiò un’altra, ma a Roma, nel passaggio sotterraneo che collegava l’entrata di via Veneto con quella di via di San Basilio della Banca Nazionale del Lavoro, ferendo tredici persone. Altre due bombe esplosero, tra le 17:20 e le 17:30, davanti all’Altare della Patria e all’ingresso del museo del Risorgimento, in piazza Venezia, ferendone quattro.

Dopo quarantun’anni, tra pista rossa e pista nera, la strage di Piazza Fontana è rimasta impunita. Il 3 maggio 2005 sono stati assolti definitivamente gli ultimi indagati. Franco Freda e Giovanni Ventura, neofascisti, accusati di essere stati gli esecutori materiali, vengono assolti per insufficienza di prove in tre processi (1981, 1984, 1985) e infine dichiarati non più imputabili nel processo del 1999 grazie alle assoluzioni ottenute. Delfo Zorzi, neofascista, imputato anche della strage di Piazza della Loggia, a Brescia, nel 1990 ammette di aver piazzato la bomba nella banca milanese ma riesce a fuggire in Giappone. Nel ’74 ne acquisisce la cittadinanza e cambia il nome in aken-cròiz (croce uncinata), cosa che gli regala l’impunità perché non può essere estradato.

12 dicembre 1969: il Dies Irae, come lo ha definito Giorgio Boatti. Cinque attentati terroristici nel pomeriggio dello stesso giorno, concentrati in un lasso di tempo di 53 minuti, cinque azioni che rappresentano l’avvio di una strategia volta a incrinare le basi dello Stato democratico per consentire svolte autoritarie. In totale 378 le vittime del terrorismo, ma più in generale della violenza politica che ha attraversato l’Italia da quel 12 dicembre, fino al 2003.

Le prime in ordine di tempo furono Giuseppe Pinelli, “precipitato” dal quarto piano della Questura, e Luigi Calabresi, ucciso con due colpi di pistola nel maggio 1972. Dopo la sua morte vennero profondamente mutati gli eventi pubblici ma anche e soprattutto quelli privati di una donna, che si ritrovò sola a crescere tre figli piccoli, e di quei tre bambini, orfani di un padre che non hanno fatto in tempo a conoscere. Spingendo la notte più in là (Mondadori) è la storia che ci racconta in questo libro, Mario Calabresi, il figlio del commissario: la storia di una famiglia italiana ferita dal terrorismo.

Otto anni dopo, il 16 marzo 1978, Il 16 marzo 1978, giorno della presentazione del nuovo governo, guidato da Giulio Andreotti, la Fiat 130 che trasportava Moro fu intercettata da un commando delle Brigate Rosse. I terroristi uccisero, in pochi secondi, i 5 uomini della scorta (Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi) e sequestrarono il presidente della Dc. Dopo una prigionia di 55 giorni nel covo di via Montalcini, il cadavere di Aldo Moro fu ritrovato il 9 maggio nel baule posteriore di una Renault 4 rossa a Roma, in via Caetani.

Per la prima volta i testimoni dell’agguato di via Fani parlano tutti insieme. In Via Fani ore 9.02 (Nutrimenti): 34 testimoni oculari raccontano l’intera scena del più grave attentato della storia dell’Italia repubblicana è così ricostruita attraverso lo sguardo di chi vi ha assistito. Un’inchiesta tra saggio e noir.

Nero. Come i cuori raccontati da Luca Telese nel romanzo criminale degli anni di piombo. In Cuori neri (Sperling&Kupfer) un unico filo rosso collega tra loro ventun giovani, di destra o comunque considerati tali, tutti caduti nella guerra spietata che insanguinò quel decennio complesso di storia italiana. Mitizzati dai loro camerati, demonizzati dai nemici, dimenticati da tutti gli altri. Le loro storie vengono sottratte per la prima volta in questo libro alla memoria di una parte per essere restituite alla memoria condivisa di un intero paese, raccontandoci molto anche sul nostro presente attraverso documenti spesso inediti, fotografie, atti processuali, interviste vecchie e nuove a familiari, amici e sopravvissuti di quella stagione di odio e violenza.

Perché l’Italia dal 1969 è stata funestata dal terrorismo e dalla violenza politica con centinaia di morti e migliaia di feriti? Perché solo nel nostro paese? Queste le domande di fondo che Rosario Priore, il magistrato che si è occupato di eversione nera e rossa, si pone in Intrigo internazionale (Chiarelettere). Priore ricostruisce uno scenario internazionale inedito per spiegare il terrorismo e la strategia della tensione in Italia, testimoniando la verità che finora nessuno ha potuto certificare attraverso le sentenze. Colpita la manovalanza (e non sempre), la giustizia si è dovuta fermare senza arrivare a scoprire il livello più alto dei responsabili.

Scritto il: 12 December 2010 | da: | Categorie: Store | Tags: , , , , , , , | 1 Commento »

Bookrep: chi cerca trova

Il bilancio post fiera è positivo: durante la nostra trasferta romana abbiamo incontrato gli editori, concordato con loro numerose promozioni e presto sul nostro store pioveranno tanti nuovi titoli. Gli incontri dedicati al futuro del libro e all’editoria digitale sono stati molti, e in alcuni siamo anche intervenuti, come in quello sulle piattaforme ebook. Ma soprattutto, durante la cinque giorni romana, hanno spopolato i nostri Bookrep.
Già, perché come ogni repubblica che si rispetti, era arrivato il momento di “battere” moneta. Sono nati così i Bookrep, banconote dal valore di 1, 2 e 3 euro da spendere fino al 9 gennaio 2011 sullo store online per l’acquisto degli ebook di moltissime case editrici.

Il vignettista e illustratore Roberto Grassilli, nominato per l’occasione “Governatore” della Banca che ha coniato la valuta, ha realizzato in esclusiva tre banconote dove accanto al motto “In ebook we trust” sono raffigurati alcuni dei personaggi che hanno fatto la storia del libro.
Sulla banconota da 1 Bookrep, Aldo Manuzio, illustrissimo tipografo e primo editore in senso moderno della storia; sul prezioso foglio da 3 Bookrep, fa la sua comparsa il tedesco Johann Gutenberg, inventore della stampa a caratteri mobili; per la banconota da 2, invece, il riminese Grassilli ha giocato in casa e ha scelto il forlivese Francesco Marcolini.

Abbiamo dato a tutti i visitatori della fiera di Roma la possibilità di cercare i Bookrep tra gli stand dei nostri editori. La stessa possibilità l’avranno tutti i lettori milanesi che verranno a trovarci al Mondadori Multicenter di Via Marghera. Dal 20 al 26 dicembre, − insieme agli editori che hanno aderito all’iniziativa: Autodafè, Edizioni Della Vigna, Iperborea, Isbn, Ledizioni, minimum fax e Terre di mezzo −, vi aspettiamo al Corner Bookrepublic per guidarvi all’acquisto e al regalo di un ebook e per distribuire un po’ di Bookrep.

E per tutti gli altri? Seguiteci su Facebook e Twitter: a partire da oggi troverete la foto delle banconote. Al momento dell’acquisto, basterà inserire il codice promozionale in rosso riportato sul fronte della banconota per avere diritto allo sconto.

Stay tuned!

Scritto il: 10 December 2010 | da: | Categorie: Su di noi | Tags: , , , , , , , , , , , | 0 Commenti »

Vecchi diritti per nuovi lettori

La lettura settimanale di Internazionale sempre più spesso riserva, tra le righe, piccoli segnali che l’ebook è arrivato, ed è qui per restare. La penultima rubrica (30 settembre) di Nick Hornby Stuff I’ve been reading del Believer, ripubblicata ogni quattro settimane circa nel dorso “Pop”, annunciava la prossima lettura del Nostro comune amico (Einaudi, Garzanti) di Charles Dickens in digitale: “È il futuro”.

Nel pezzo successivo del 4 novembre, ecco una piccola, mezza resa: leggere Dickens su un ereader “era frustrante. [...] Un romanzo vittoriano non è adatto a un sofisticato marchingegno del ventunesimo secolo.”

La settimana dell’11 novembre (n. 872) il pezzo dello scrittore indiano Altaf Tyrewala (Nessun dio in vista, Feltrinelli) ironizzava sulle dimensioni smisurate del libro del collega Vikram Chandra, Giochi sacri (Mondadori), che con quasi mille pagine è “il romanzo più massiccio scritto da un autore di origine indiana negli ultimi anni”.

Per una forma di “snobismo borghese e controproducente”, l’assunto di partenza era il seguente: se un libro non può essere portato sui treni nell’ora di punta, quel libro va evitato; le dimensioni di quel libro suggerivano invece un “mondo fatto di strade ampie, case spaziose e piacevoli tragitti su mezzi di trasporto pubblici climatizzati.”

Poi, con un’astrazione – e tutto il mondo è paese: sembra che parli dell’Italia – la riflessione di Tyrewala passava a descrivere un mondo in cui le librerie indipendenti chiudono schiacciate dalla megacatene, dove pile di volumi inutili intasano gli scaffali. Non erano solo le dimensioni, o l’hype scatenato alla sua pubblicazione: la distanza da Giochi sacri stava nel fatto che i libri avevano, ai suoi occhi, “perso valore”.
Dovevo trovare un modo per farli ridiventare qualcosa di prezioso, per neutralizzare l’ombra gettata sui volumi dalla sovrabbondanza tipica delle librerie-supermercato, per salvare l’esperienza della lettura dall’impatto della prepotente fisicità del libro.
Dopo un mese di e-lettura, Tyrewala ne è conquistato: questi aggeggi hanno “già cominciato a modificare il mio consumo di materiale scritto”. Certo è presto per trarne delle conseguenze:
I negozi di ebook sfuggiranno alla sovrabbondanza delle grandi catene? L’e-reader riuscirà a superare il problema della nostra crescente incapacità di concentrazione? La cosa certa è che la facilità con cui si possono scaricare libri finirà per svalutarli, proprio come la digitalizzazione ha banalizzato la musica e i film.
[...]
La digitalizzazione di un libro di mille pagine è un po’ come il teletrasporto dei personaggi di Star Trek. Il vuoto che produce è sorprendente. Mi ci è voluto meno di un minuto per scaricare Giochi sacri sul mio e-reader. Quando ho cominciato il romanzo, il numero di pagine – 932, per essere precisi – si è ridotto a un concetto, a un appunto assolutamente trascurabile mentre aprivo le pagine del libro clic dopo clic. Non c’era nessun segno che indicasse la mia posizione nel libro, nessuna massa fisica che mostrasse quanto avevo letto e quanto rimaneva da leggere. C’era solo la pagina, e ogni pagina che si schiudeva come un evento in sé.
[...]
L’e-reader ha sostituito un certo tipo di ansia, legata al progresso fisico nella lettura del libro, con un altro sentimento: il panico scatenato dal simbolo della batteria che si accorcia. La mia lettura di Giochi sacri è continuamente condizionata dall’energia presente nella batteria dell’e-reader.
Ora, aldilà delle molteplici pieghe che il discorso può aprire (lettura attiva, lettura passiva, lettura mediata dal device e in qualche modo cyborghizzata, lettura svilita e così via), a me più di tutto resta la curiosità sul “tasso di abbandono”: è proprio vero che la lettura rischia di essere s-valorizzata, sintetizzabile nel scarico un libro in un secondo e poi non lo leggo?
Non so se continueremo a finire i libri solo per metterli su Anobii, come qualcuno afferma scherzando (e può partire una lunga serie di luoghi comuni sulla lettura, che altri stanno coraggiosamente tentando di catalogare); e io sono poi tra i meno titolati a parlarne – ho pervicamente finito anche le peggiori schifezze in cui sono inciampato, sperando in un guizzo, in un finale degno, in un personaggio minore che salva tutto a venti pagine dalla fine… ma: la digitalizzazione cambierà e in che modo la nostra responsabilità nei confronti del testo? Abbandoneremo più spesso i libri a metà, ci scapperà prima la pazienza, a leggere su un schermo lcd o su e-ink? Saremo deconcentrati, distratti dalla batteria, dalla posta elettronica a un solo clic di distanza, dal riflesso sullo schermo?
Certo Daniel Pennac, in Come un romanzo (Feltrinelli), scriveva, a proposito del III diritto imprescrittibile del lettore (“Il diritto di non finire un libro”):
Il libro ci cade dalle mani?
Lasciamo che cada.
E poco sotto:
[...] fra le ragioni che abbiamo per abbandonare una lettura,ce n’è una per cui vale la pena di soffermarsi: la vaga sensazione di una sconfitta. Ho aperto, ho letto,  e ben presto mi sono sentito sopraffatto da qualcosa che percepivo come più forte di me.
Saremo sconfitti, deresponsabilizzati, più spesso e quasi senza volerlo?
L’ebook, oltre a privarci delle mille delizie del libro fisico (aka: “Signora-mia-il-profumo-della-carta”), aumenterà questo senso di sconfitta?
Facciamo così: sarebbe bello se all’interno del nostro neonato gruppo di lettori su Facebook (lettori digitali che, ci scommetto, continuano a leggere anche su carta), tra qualche tempo condividessimo il “tasso di abbandono”, diverso per carta ed ebook.
Qualunque il risultato, io ne sarei sorpreso.
[Disclaimer della casa - I libri citati non hanno link: non ne esiste ancora la versione ebook.]
Scritto il: 1 December 2010 | da: | Categorie: Conversazioni | 0 Commenti »