delle buone ragioni per scegliere uno standard (e qualche occasione in cui non farlo)
Lo si sente dire spesso: una delle complessità maggiori dell’editoria digitale è la varietà di formati con cui ci si deve confrontare. Con i nostri editori ci troviamo spesso a parlare di quali siano le ragioni che ci hanno fatto preferire l’ePub come formato per gli ebook sul nostro store, ma anche in quali occasioni sia preferibile fare altre scelte. Perché “editoria digitale” significa saper scegliere la realizzazione digitale migliore per valorizzarne il contenuto dei propri libri.
La caratteristica dello standard ePub è la capacità di adattarsi alle dimensioni dello schermo su cui il libro viene visualizzato: il testo – come si dice – è fluido. Questo è un vantaggio per un certo tipo di libri (narrativa, saggistica non troppo complessa), ma non per tutti. In alcuni casi sono preferibili altre realizzazioni: se è importante conservare il layout della pagina “fissa”, probabilmente sarà meglio pensare a un pdf più o meno interattivo; se i contenuti si prestano (come nel caso delle guide turistiche, delle grafic novel, di un certo tipo di reference, ecc.) si può pensare allo sviluppo di un’applicazione per iPhone/iPad o Android.
Per la maggior parte degli editori l’ePub rimane la scelta più valida. Quali sono quindi i vantaggi nell’utilizzo di uno standard?
- Poter contare su una comunità ampia di sviluppatori costantemente impegnata nello sviluppo e nel miglioramento tecnologico del formato;
- avere un insieme preciso di regole di riferimento a cui guardare per la realizzazione dei libri digitali;
- avere a disposizione strumenti tecnologici (come la validazione) che certificano la conformità del proprio ebook allo standard e offrono ai lettori delle garanzie di qualità formali;
- Offrire al lettore una maggiore varietà di scelta sia sul dispositivo che sul software di lettura: l’unico vincolo è che questi siano in grado di interpretare correttamente lo standard.
Un aspetto fondamentale non va dimenticato nel pensare al termine “standard”. Ciò che viene uniformato non è l’aspetto del libro digitale: standard non è sinonimo di “appiattimento”, non vuol dire che tutti i libri diventano “uguali”. Ciò che viene uniformato è la loro struttura: i metadati, l’indice, la gestione della copertina, la struttura dei capitoli e degli apparati che compongono il libro, per esempio. In questo modo qualunque software sa (o dovrebbe sapere) come comportarsi per interpretarli in modo corretto, mentre la presentazione può continuare a rispecchiare l’identità dell’editore.

[...] abbiamo già avuto occasione di osservare, gli standard sono le lingue comuni che facilitano gli scambi e la [...]